Project Kuiper cambia nome: Amazon Leo porterà Internet veloce in orbita bassa

Con Amazon Leo, la competizione per il controllo dell’internet orbitale entra in una nuova fase

Amazon cambia nome, ma non ambizioni. Il colosso tecnologico di Seattle ha annunciato la trasformazione del suo progetto di banda larga satellitare: Project Kuiper diventa ufficialmente Amazon Leo, un nome che rende omaggio alla bassa orbita terrestre (LEO, Low Earth Orbit), dove sta prendendo forma la costellazione di satelliti. Negli ultimi mesi Amazon ha già messo in orbita oltre 150 satelliti, primo tassello di una rete che, una volta completata, arriverà a superare le 3.200 unità. L’obiettivo rimane invariato: portare internet veloce e affidabile a miliardi di persone che ancora oggi non dispongono di connessioni stabili, oltre che a imprese, governi e organizzazioni che operano in aree remote o scarsamente servite dalle infrastrutture tradizionali.

Da codice interno a progetto globale

L’iniziativa è nata 7 anni fa con un piccolo gruppo di ingegneri e un pugno di idee abbozzate su carta. Come spesso accade nei progetti interni di Amazon, anche questo è iniziato con un nome in codice, ispirato alla Fascia di Kuiper, l’anello di asteroidi ai margini del Sistema Solare. Oggi, però, l’azienda sente il bisogno di un’identità più diretta e riconoscibile, mentre il progetto si avvicina alla fase commerciale.

Sul nuovo sito dedicato, Amazon Leo viene presentato come “una nuova era di internet“. Il messaggio è chiaro: la sfida è competere con altre megacostellazioni, su tutte Starlink di SpaceX, e conquistare una parte del mercato globale della connettività satellitare a bassa latenza.

Prime partnership e prestazioni promettenti

Nonostante l’assenza di informazioni definitive su prezzi e disponibilità, Amazon ha già stretto accordi con diversi partner.
La compagnia aerea JetBlue è stata la prima, a settembre, a sottoscrivere un contratto con Amazon Leo per offrire ai suoi passeggeri un Wi-Fi di bordo più rapido e stabile. A seguire si sono aggiunti L3Harris, DIRECTV Latin America, Sky Brasil, NBN Co. (la rete nazionale a banda larga australiana) e, più recentemente, la società agri-tech Connected Farms.

Durante un test condotto a settembre, i dirigenti hanno dichiarato che i satelliti hanno raggiunto velocità superiori al gigabit al secondo, un valore che posiziona il servizio tra le soluzioni più avanzate del settore.

Un’industria spaziale sempre più “Made in Washington”

Il cuore produttivo del progetto si trova vicino a Seattle: lo stabilimento principale di produzione satellitare è situato a Kirkland, mentre parte dei componenti viene assemblata nella sede centrale di Leo a Redmond. A completare l’infrastruttura industriale c’è un nuovo centro di elaborazione dei payload da 140 milioni di dollari al Kennedy Space Center, dove i satelliti vengono preparati per il lancio. L’accelerazione dell’ultimo anno è stata significativa: la vera corsa è iniziata ad aprile, con il lancio dei primi 27 satelliti operativi.

Con Amazon Leo, la competizione per il controllo dell’internet orbitale entra in una nuova fase. Se la promessa di portare connettività ad alta velocità in ogni angolo del mondo sarà mantenuta, la costellazione di Amazon potrebbe diventare uno dei progetti tecnologici più influenti del prossimo decennio.

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