Quando il Sole si infuria: il “dietro le quinte” sulla ISS, gli astronauti al riparo

Mentre le persone sulla Terra ammiravano le aurore, i terrestri in orbita sulla Stazione Spaziale hanno dovuto prendere alcune precauzioni

Le aurore che hanno illuminato i cieli tra l’11 e il 12 novembre hanno incantato milioni di persone sulla Terra. Mentre gli occhi dei curiosi erano rivolti verso le danze verdi e rosse dell’atmosfera, a poche centinaia di km sopra di noi gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) vivevano una notte molto diversa. Per loro, la stessa tempesta geomagnetica che ha regalato spettacoli mozzafiato rappresentava un rischio concreto: l’aumento della radiazione cosmica.

Una notte di precauzioni in orbita

Secondo quanto emerso dalle comunicazioni tra il controllo missione e l’equipaggio, la ISS è stata al centro di un evento di particelle solari ad alta energia, generato da una potente serie di espulsioni di massa coronale (CME) provenienti dal gruppo di macchie solari AR4274, uno dei più attivi dell’attuale ciclo solare.

Entriamo e usciamo da zone con un rischio di radiazione superiore alla norma”, ha comunicato un operatore a Mike Fincke, astronauta NASA a bordo della stazione. Per questo, come misura precauzionale, ai 3 cosmonauti russi – Oleg Platonov, Sergey Ryzhikov e Alexey Zubritsky – è stato ordinato di trascorrere la notte nel modulo laboratorio della stazione, un’area che offre una schermatura migliore.

Gli altri membri dell’equipaggio, appartenenti al segmento statunitense (USOS), hanno invece potuto dormire nei propri alloggi. “Il personale USOS ha dormito nelle loro cabine, mentre i cosmonauti Roscosmos hanno campeggiato nel laboratorio come misura preventiva”, ha spiegato a Space.com Sandra Jones, portavoce NASA. All’intero equipaggio è stata inoltre fornita una lista di zone da evitare durante il picco dell’evento solare.

Perché una tempesta solare è un problema per chi vive nello Spazio

Le aurore si formano quando particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono con la magnetosfera terrestre. A terra, questo fenomeno è innocuo e affascinante. In orbita, però, la protezione naturale offerta dal campo magnetico e dall’atmosfera è molto più debole.

Le particelle delle tempeste solari possono includere ioni pesanti e altamente energetici, capaci di attraversare la materia e danneggiare cellule biologiche e componenti elettronici. Per questo la ISS integra zone a schermatura rinforzata, dove l’equipaggio può rifugiarsi in caso di eventi particolarmente intensi.

Expedition 73: scienza, routine e shutdown

Oltre ai 3 cosmonauti russi, all’Expedition 73 partecipano anche gli astronauti NASA Mike Fincke, Jonny Kim e Zena Cardman, oltre all’astronauta JAXA Kimiya Yui. I 4 sono arrivati sulla ISS il 1° agosto a bordo di una capsula Crew Dragon di SpaceX e rimarranno in orbita per altri 3 mesi.

La fine del recente shutdown del governo statunitense ha permesso agli astronauti americani di tornare attivi sui social , dopo una pausa forzata delle loro comunicazioni pubbliche.

Un assaggio del futuro solare

Con il ciclo solare che si avvicina al suo massimo, eventi come quello dell’11-12 novembre potrebbero diventare più frequenti. Le aurore continueranno a incantare la Terra, ma per gli astronauti saranno notti di monitoraggio e precauzione. È il prezzo – ancora relativamente modesto – da pagare per vivere e lavorare al confine tra il nostro pianeta e il caos dinamico del Sole.