Russia e Turchia sono impegnate in negoziati per mantenere stabili i volumi di gas forniti da Gazprom alla compagnia statale turca Botas, mentre si discute il rinnovo di due importanti contratti di fornitura in scadenza il 31 dicembre. Le intese attuali prevedono consegne fino a 21,75 miliardi di metri cubi di gas all’anno, e le parti puntano a confermare livelli simili, intorno ai 22 miliardi di metri cubi annui, secondo fonti vicine al dossier. Né Gazprom né Botas hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali, e anche il Ministero dell’Energia turco ha preferito non commentare.
La trattativa si inserisce in un contesto geopolitico complesso. Washington sta esercitando crescenti pressioni su Ankara affinché riduca l’acquisto di energia russa, considerata una fonte di finanziamento per la guerra in Ucraina. Dopo le recenti sanzioni statunitensi contro i principali produttori di petrolio russi, le raffinerie turche hanno già ridotto le importazioni di greggio dalla Russia, mostrando una certa disponibilità a diversificare.
Finora, però, Ankara ha resistito alle richieste occidentali di tagliare il gas russo, sostenuto da contratti di lungo termine e da un’infrastruttura di gasdotti che collega in modo diretto i due Paesi. Tuttavia, lo scenario energetico turco sta cambiando: lo scorso settembre sono stati firmati nuovi accordi per l’acquisto di gas naturale liquefatto (GNL), anche dagli Stati Uniti, mentre la produzione interna dal Mar Nero è destinata a crescere nei prossimi anni. Questo potrebbe ridurre la dipendenza energetica dalla Russia e aumentare il potere negoziale della Turchia. Nel 2023, Gazprom ha esportato verso la Turchia 21,6 miliardi di metri cubi di gas, rendendola il secondo maggior acquirente di gas via tubo dopo la Cina. Si tratta di volumi cruciali per Gazprom, che dopo lo scoppio della guerra in Ucraina ha visto crollare le forniture verso l’Europa, costringendo Mosca a cercare nuovi partner o a rafforzare quelli rimanenti.
Il mercato europeo
Il mercato del gas europeo, nel frattempo, continua a beneficiare di ampie forniture di GNL. I flussi dagli impianti di importazione dell’Europa nord-occidentale hanno raggiunto i livelli più alti da marzo. Ciò ha contribuito a mantenere stabili i prezzi, con i future del gas olandese – il benchmark europeo – in lieve calo del 2%, a 31,92 euro per megawattora durante le contrattazioni ad Amsterdam. L’evoluzione dei negoziati tra Ankara e Mosca sarà decisiva sia per la sicurezza energetica turca sia per la capacità della Russia di mantenere entrate significative nel quadro delle restrizioni imposte dall’Occidente.


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