Si chiama Tainrakuasuchus bellator, è un predatore vissuto prima dei dinosauri, anatomicamente simile a uno di essi, ma geneticamente correlato ai moderni coccodrilli. A descriverlo sul Journal of Systematic Palaeontology gli scienziati dell’Universidade Federal de Santa Maria, in Brasile. Il team, guidato da Rodrigo Temp Muller, ha analizzato uno scheletro parziale che conserva parti della mascella inferiore, della colonna vertebrale e della cintura pelvica. I resti sono stati rinvenuti nel maggio 2025 a Dona Francisca, nel Brasile meridionale. Il Tainrakuasuchus bellator deve la sua denominazione a una crasi tra i lemmi guarani’ per ‘dente’ e ‘appuntito’, il vocabolo greco ‘coccodrillo’ e il termine latino che significa ‘guerriero’.
Le caratteristiche
L’esemplare oggetto di studio è vissuto circa 240 milioni di anni fa e faceva parte di un gruppo di predatori triassici. La specie bellator, riportano gli autori, era lunga circa 2,4 metri e pesava circa 60kg. Questi animali potevano utilizzare il collo e la mobilità per predare le vittime con movimenti rapidi e precisi. La mascella era sottile, i denti affilati e ricurvi impedivano alle prede di fuggire.
“Il T. bellator – afferma Muller – era un predatore attivo. Il gruppo a cui appartiene, gli pseudosuchia, erano animali eterogenei. Sebbene il suo aspetto assomigli superficialmente a quello di un dinosauro, questo animale presenta delle differenze chiave, come la struttura del bacino, che ci permettono di classificarlo come una specie a parte. La scoperta di questo predatore – continua Muller – evidenzia la complessità dell’ecosistema dell’epoca, con diverse specie di pseudosuchia, che avevano dimensioni e strategie di caccia variabili”.
Il gruppo di ricerca ha scoperto che il T. bellator aveva il dorso ricoperto da placche ossee chiamate osteodermi, strutture presenti anche nei coccodrilli moderni. Sebbene lo scheletro non fosse completo, gli scienziati ipotizzano che si muovesse su tutti i quattro gli arti, al pari dei suoi parenti più stretti.

Connessioni tra Sud America e Africa
I fossili sono stati sottoposti a un meticoloso processo di preparazione in laboratorio, durante il quale la roccia circostante è stata accuratamente rimossa. “Nel complesso – aggiunge Muller – questo esemplare era strettamente imparentata con il Mandasuchus tanyauchen trovato in Tanzania. Questi risultati evidenziano una connessione importante tra gli animali del Sud America e dell’Africa, che può essere compresa alla luce della paleografia del periodo Triassico. A quel tempo, i continenti erano ancora uniti, il che consentiva la libera dispersione degli organismi in regioni ora separate dagli oceani”.
Il Tainrakuasuchus bellator, secondo le stime del gruppo di ricerca, occupava una regione confinante con un vasto e arido deserto, lo stesso ambiente in cui apparvero i primi dinosauri. “Il nostro lavoro – conclude Muller – dimostra che nell’attuale Brasile meridionale, i rettili avevano formato comunità diverse già 240 milioni di anni fa, e che si erano adattati a diverse strategie di sopravvivenza. Questa scoperta evidenzia inoltre che tale diversità non era affatto un fenomeno isolato”.



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