Si accendono i motori della navicella cargo Progress MS-32: corretta l’orbita della ISS

Lo scopo di questa correzione è completare la creazione delle condizioni balistiche per l'arrivo della Soyuz MS-28 alla ISS e l'atterraggio della Soyuz MS-27

Oggi alle 16:04 (ora di Mosca), i motori della navicella cargo Progress MS-32 agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si sono accesi e hanno funzionato per 847,47 secondi, producendo una spinta di 1,55m/s. L’orbita della ISS è stata corretta di 2,7km. L’altitudine media dell’orbita dell’avamposto spaziale è ora di 419,74km sopra la superficie terrestre. Lo rende noto Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. Lo scopo di questa correzione è completare la creazione delle condizioni balistiche per l’arrivo della Soyuz MS-28 alla ISS e l’atterraggio della Soyuz MS-27.

Questi aggiustamenti dell’orbita non sono rari. Oltre a questi motivi specifici, la Stazione necessita di regolari manovre di “correzione d’orbita” per contrastare gli effetti dell’attrito atmosferico che, seppur minimo a quelle altitudini, causa un lento ma continuo abbassamento della traiettoria orbitale.

Che cos’è la correzione dell’orbita della Stazione Spaziale?

La correzione dell’orbita è una manovra necessaria per mantenere la ISS a un’altitudine sicura e funzionale per le sue attività scientifiche, logistiche e abitative. Anche se si trova a circa 400 km dalla superficie terrestre, la Stazione non è completamente al di fuori dell’influenza atmosferica: le particelle rarefatte presenti a quell’altitudine generano un attrito costante, che la rallenta e la fa gradualmente perdere quota.

Per evitare che scenda troppo e rischi di rientrare nell’atmosfera, si effettuano periodicamente delle accensioni dei motori di navette attraccate, come le russe Progress, che fungono da “rimorchiatori spaziali”. Questi motori spingono temporaneamente la ISS, aumentando la sua velocità e di conseguenza l’altitudine dell’orbita.

Senza queste correzioni regolari, la vita utile della Stazione sarebbe drasticamente ridotta. Si tratta quindi di un’operazione fondamentale non solo per la sicurezza degli astronauti a bordo, ma anche per la continuità delle missioni scientifiche internazionali.

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