Per secoli abbiamo immaginato le strade romane come una rete perfetta, ordinata e tramandata quasi immutata dai libri di storia. Ma, fino a oggi, gran parte di questo sistema restava più ipotizzata che realmente documentata. Un recente studio pubblicato su Scientific Data presenta Itiner-e, il più completo e dettagliato database digitale delle strade dell’Impero Romano attorno al 150 d.C. Il progetto, coordinato da Pau de Soto, Adam Pažout, Tom Brughmans e un ampio team internazionale, nasce dall’unione di fonti archeologiche, topografiche e immagini satellitari ad alta risoluzione. Il risultato? Una mappatura che porta la lunghezza complessiva delle strade romane conosciute da 188.555 km a oltre 299.000 km.
Si tratta di un balzo di oltre 100.000 km, che rivoluziona la nostra comprensione della connettività, del movimento di eserciti, merci, persone e idee nell’antichità.
Non tutte le strade sono create uguali
Il dataset distingue tra due categorie:
- Strade principali (viae publicae) – 103.478 km
- Strade secondarie – 195.693 km
Le strade principali sono quelle documentate da fonti e pietre miliari, mentre quelle secondarie rappresentano percorsi locali e regionali spesso meno studiati.
Il problema della certezza
Il lavoro mette in evidenza un dato sorprendente: solo il 2,7% delle strade è noto con precisione topografica, mentre l’89,8% è collocato con una precisione meno definita e un ulteriore 7,4% è ricostruito sulla base di ipotesi. Questo non è un limite, bensì un risultato fondamentale: per la prima volta, l’incertezza è stata quantificata e resa visibile. Ciò permette agli studiosi di valutare la solidità dei dati e di identificare aree in cui sono necessarie ulteriori ricerche.
Perché la lunghezza è aumentata così tanto?
Secondo gli autori, il raddoppio della rete stradale è dovuto a:
- Maggiore copertura in Penisola Iberica, Grecia e Nord Africa.
- Ricostruzioni migliori dei percorsi reali su aree montuose usando immagini satellitari.
- Correzioni rispetto a precedenti rappresentazioni schematiche (che spesso tracciavano linee rette dove la strada, in realtà, seguiva la conformazione del terreno).
In altre parole, la nuova mappa rispecchia la fisicità del viaggio antico, i valichi, le gole, le piane costiere e le vie dei carovanieri.
Un futuro di ricerche nuove
Gli autori sottolineano che Itiner-e non può ancora rappresentare l’evoluzione storica delle strade lungo i secoli — dai primi tracciati repubblicani ai riutilizzi medievali. Il passo successivo sarà comprendere quando le strade vennero costruite, modificate o abbandonate.
Ma già oggi il dataset permette studi avanzati su temi cruciali:
- movimento delle legioni e controllo del territorio
- integrazione economica e commerciale
- flussi migratori
- diffusione di epidemie e malattie
La strada romana, insomma, era più di un’infrastruttura: era il sistema circolatorio dell’Impero.
Itiner-e non è solo una mappa: è una lente nuova attraverso cui osservare il mondo romano. Rivela un Impero ancora più interconnesso, vivo, dinamico di quanto avessimo immaginato. E soprattutto, dimostra che anche le vie più antiche della storia non smettono mai di farci camminare verso nuove scoperte.













Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?