Tempesta geomagnetica in corso, la Terra attraversa la scia di una CME: allerta aurora boreale

Le tempeste geomagnetiche come quella di oggi sono un ricordo tangibile del legame tra Sole e Terra

La Terra è attualmente interessata da una tempesta geomagnetica di classe G1/G2 (moderata), causata dall’impatto con una espulsione di massa coronale (CME) che ha raggiunto il campo magnetico terrestre nella giornata di ieri, 7 novembre. L’evento, previsto dagli esperti dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), sta generando un’intensa attività magnetica che continuerà per gran parte di oggi, 8 novembre, con la possibilità di aurore boreali.

La CME del 7 novembre: l’origine dell’attuale tempesta

L’impatto della CME è avvenuto nelle prime ore di ieri, alle 06:17 ora italiana, quando una nube di plasma e particelle cariche, espulsa dal Sole nei giorni scorsi, ha colpito la magnetosfera terrestre. L’origine del fenomeno è stata individuata nella regione attiva AR4274, una vasta macchia solare che da giorni mostra segni di forte instabilità.

Le espulsioni di massa coronale (CME, Coronal Mass Ejections) sono tra le manifestazioni più energetiche dell’attività solare: immense nubi di plasma, accompagnate da campi magnetici, che si propagano nello spazio a milioni di km l’ora. Quando una CME investe la Terra, la sua interazione con il campo magnetico del pianeta può produrre disturbi geomagnetici, variazioni del flusso di particelle e, come effetto più visibile e suggestivo, aurore boreali e australi.

Effetti: il cielo si accende in Nord America

Secondo l’ultimo bollettino della NOAA, la tempesta geomagnetica in corso si colloca tra i livelli G1 e G2, considerati moderati sulla scala che va da G1 (minore) a G5 (estrema). Questo significa che gli osservatori del cielo in Canada e negli Stati Uniti settentrionali hanno buone probabilità di fotografare aurore boreali nel corso della notte tra il 7 e l’8 novembre.

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Previsione SWPC NOAA

Alle latitudini più basse, gli effetti restano per ora limitati, ma se l’attività geomagnetica dovesse intensificarsi fino a un livello G3, l’aurora potrebbe diventare visibile anche in regioni insolitamente meridionali, come gli Stati Uniti centrali o il Nord Europa.

Possibili impatti tecnologici

Le tempeste geomagnetiche di intensità moderata, come quella attuale, non rappresentano un rischio significativo per le infrastrutture o la popolazione, ma possono comunque causare lievi disturbi nelle comunicazioni via satellite, nelle trasmissioni radio a onde corte e nei sistemi di navigazione GPS.

Un secondo impulso in arrivo

Gli esperti dello SWPC segnalano inoltre che una seconda espulsione di massa coronale è in viaggio verso la Terra e potrebbe raggiungere il pianeta entro oggi, con un impatto marginale ma sufficiente a prolungare la fase di instabilità geomagnetica per almeno altre 24 ore.

Questo “doppio colpo” solare renderà il weekend particolarmente attivo dal punto di vista dell’osservazione del cielo, con un’elevata probabilità di nuove aurore anche nella notte tra sabato e domenica.