Un colpo di striscio dal Sole: la Terra attende una tempesta geomagnetica

Un colpo di striscio di una CMW, unito a un flusso di vento solare, potrebbe generare tempeste geomagnetiche il 6 e 7 novembre

Ieri un’enorme espulsione di massa coronale (CME) si è staccata dal bordo orientale del Sole, librandosi nello Spazio come un’enorme nube di plasma. Secondo il sito specializzato SpaceWeather.com, a cura dell’astrofisico Tony Phillips, un colpo di striscio di questa nube, unito a un flusso di vento solare in arrivo, potrebbe generare tempeste geomagnetiche di classe G1 o G2 il 6 e 7 novembre. In pratica, la Terra potrebbe trovarsi immersa in una danza magnetica – con aurore visibili – ma anche con potenziali disturbi alle comunicazioni e ai satelliti.

Che cos’è una CME, e perché è così importante?

Una CME (Coronal Mass Ejection), o espulsione di massa coronale, è una gigantesca eruzione di plasma e campi magnetici dalla corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Quando una CME è diretta verso la Terra, può interagire con il nostro campo magnetico e causare tempeste geomagnetiche, ovvero forti variazioni del magnetismo terrestre. Le CME sono tra i fenomeni più potenti del sistema solare: un singolo evento può espellere miliardi di tonnellate di materia a milioni di chilometri orari.

Cosa sono le tempeste geomagnetiche di classe G1 e G2?

Le tempeste geomagnetiche vengono classificate su una scala da G1 a G5, in base alla loro intensità.

  • G1 (minore): può causare lievi fluttuazioni nella rete elettrica e leggere anomalie nei satelliti.
  • G2 (moderata): può interferire con la navigazione satellitare e produrre aurore più intense e visibili anche a latitudini medio-alte.

Le previsioni attuali indicano la possibilità di eventi tra G1 e G2, abbastanza forti da creare meravigliosi spettacoli di luce, ma non tali da rappresentare un serio rischio per la vita quotidiana.

Che ruolo gioca il vento solare in tutto questo?

Il vento solare è un flusso costante di particelle cariche (principalmente protoni ed elettroni) che il Sole emette in tutte le direzioni. A volte, questo flusso si intensifica – specialmente quando attraversa regioni del Sole più calde e attive – e può “spingere” o amplificare gli effetti di una CME. Nel caso di questi giorni, l’interazione tra il vento solare e la nube di plasma potrebbe essere il fattore decisivo per l’intensità della tempesta magnetica.