Una cometa dorata sorprende gli astronomi: Comet ATLAS (C/2025 K1) resiste al Sole e brilla d’oro nel cielo

L’astrofilo Dan Bartlett osserva da June Lake una rara cometa dal colore rosso-dorato, sopravvissuta inaspettatamente al suo incontro ravvicinato con il Sole

La maggior parte delle comete appare verde o, talvolta, blu. Eppure, tra le stelle di inizio novembre, un nuovo spettacolo celeste ha sorpreso gli astronomi: Comet ATLAS (C/2025 K1), una cometa che sfoggia una luce dorata e rossastra, un fenomeno estremamente raro nel panorama astronomico. A scoprirne la singolare bellezza è stato Dan Bartlett, astrofilo di June Lake, che la sta seguendo con il suo telescopio. “Questa cometa non avrebbe dovuto sopravvivere al suo perielio dell’8 ottobre (0,33 UA dal Sole)”, racconta Bartlett. “Eppure è sopravvissuta, e ora mostra un colore rosso-bruno-dorato che raramente si osserva in una cometa”. 

La ragione di questa tonalità inconsueta sembra trovarsi nella chimica anomala del corpo celeste. Secondo le analisi spettroscopiche condotte da David Schleicher del Lowell Observatory, Comet ATLAS manca dei composti di carbonio che normalmente caratterizzano le comete provenienti dalla Nube di Oort. “Tutte le specie contenenti carbonio, incluso il CN, sono insolitamente scarse”, ha scritto Schleicher nel Astronomer’s Telegram n. 17362.

La possibile spiegazione

In condizioni normali, la luce solare fa brillare i gas cometari di verde per la presenza di carbonio biatomico (C₂) e di blu per monossido di carbonio ionizzato (CO⁺). La mancanza di questi composti potrebbe spiegare l’effetto “oro”, anche se gli studiosi non escludono che il recente passaggio ravvicinato al Sole abbia alterato in modo imprevisto la composizione della cometa.

“La cometa è piuttosto appariscente, con una magnitudine di circa 9”, aggiunge Bartlett. Per chi desidera ammirarla, basta puntare lo sguardo – o gli strumenti ottici – verso il confine tra le costellazioni della Vergine e del Leone, poco prima dell’alba, riporta spaceweather. Comet ATLAS, sopravvissuta e dorata, ci ricorda ancora una volta quanto misteriosa e imprevedibile possa essere la danza dei corpi celesti che provengono dai confini estremi del Sistema Solare.

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