Le università italiane accelerano sulla sostenibilità e conquistano nuove posizioni nella classifica QS World University Rankings: Sustainability 2026. Con 57 atenei presenti – 5 dei quali new entry – l’Italia consolida il proprio ruolo nel panorama accademico internazionale, in un contesto globale sempre più competitivo che quest’anno ha visto l’ingresso di oltre 250 nuove istituzioni. Al vertice nazionale si conferma l’Università di Padova, 121ª a livello globale, salda leader anche grazie ai risultati nella ricerca ambientale e nelle iniziative legate al programma UniPadova Sostenibile. Il Politecnico di Milano è però il protagonista dell’edizione 2026: avanza di 145 posizioni fino al 133° posto e domina l’indicatore dell’impatto ambientale, attestandosi 42° al mondo per sostenibilità ambientale. Forte crescita anche per Bologna e l’Università di Milano, mentre Lla Sapienza registra una correzione al ribasso, scendendo al 188° posto ma continuando a guidare gli indicatori relativi allo scambio di conoscenze e all’impatto dell’istruzione.
L’avanzata non riguarda solo i grandi poli: il Politecnico di Torino sale al 233° posto e la Bocconi compie uno dei balzi più significativi, dal 431° al 236°. Pavia, Torino, Firenze, Trento e Genova consolidano la loro presenza nella top 350. Tra le realtà emergenti spicca l’Università dell’Aquila, che risale dalla fascia 1501+ all’860°, mentre Milano-Bicocca sale all’819° posto.
Secondo gli analisti di QS, questi risultati confermano che la spinta verso la sostenibilità non è più concentrata in un piccolo gruppo di leader, ma si sta diffondendo in tutto il sistema universitario. Un trend alimentato dagli investimenti del PNRR, dal Green Deal europeo e dal Pniec, che stanno orientando politiche e ricerca verso la transizione verde.


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