Verso la Luna (più in fretta): la nuova scommessa di SpaceX per Artemis III

Rifornimenti in orbita e architettura semplificata: la nuova frontiera del programma Artemis, la nuova strategia di SpaceX per la Luna

Mentre la corsa alla Luna si intensifica, alimentata dalla competizione con la Cina che punta all’allunaggio umano entro il 2030, il programma Artemis della NASA si trova di fronte a una nuova svolta. SpaceX, l’azienda di Elon Musk, ha annunciato di stare valutando formalmente un’architettura di missione semplificata per il lander lunare Starship, promettendo un ritorno sulla Luna più rapido e, allo stesso tempo, un miglioramento della sicurezza dell’equipaggio. L’annuncio arriva in un momento di tensione. Il contratto di SpaceX per portare gli astronauti della NASA vicino al Polo Sud lunare con la missione Artemis III (prevista per il 2028) è stato messo in discussione dal vicedirettore facente funzione della NASA, Sean Duffy, il quale ha espresso preoccupazione per il ritmo di sviluppo di Starship.

I nodi critici e la replica di SpaceX

Il colossale razzo Starship – il più grande e potente mai costruito – ha completato 11 voli di prova senza equipaggio, con gli ultimi 2 totalmente riusciti, ma non ha ancora raggiunto l’orbita terrestre né ha dimostrato le pietre miliari fondamentali per la Luna, come il trasferimento di propellente nello Spazio. Si tratta di un passaggio cruciale, poiché ogni veicolo Starship dovrà essere rifornito più volte in orbita terrestre prima di poter puntare verso la Luna.

Duffy ha criticato apertamente i ritardi, dichiarando: “Amo SpaceX; è un’azienda straordinaria. Il problema è che sono in ritardo. Hanno posticipato le loro tempistiche e siamo in una corsa contro la Cina“.

Elon Musk ha replicato duramente alle critiche, ma l’azienda ha poi fornito una risposta più concreta e dettagliata. In un aggiornamento intitolato “To the Moon and Beyond” (Verso la Luna e Oltre), SpaceX ha ribadito le capacità uniche di Starship:

  • Volume pressurizzato – Una singola Starship offre un volume abitabile pressurizzato di oltre 600 metri cubi, pari a circa due terzi del volume pressurizzato dell’intera Stazione Spaziale Internazionale (ISS);
  • Avanzamento del lander – L’azienda ha già completato 49 tappe fondamentali previste dal contratto per il lander Artemis, inclusi test sullo scudo antimeteoroidi e dimostrazioni dei sistemi di supporto vitale e controllo termico in ambiente lunare.

Un piano, 2 percorsi, una visione ambiziosa

SpaceX sta seguendo 2 percorsi paralleli: lo sviluppo del megarazzo “core” (finanziato privatamente e destinato a Marte) e quello dello stadio superiore del lander lunare specifico per Artemis. Il contratto con la NASA è a prezzo fisso, il che “garantisce che l’azienda venga pagata solo dopo il completamento con successo delle tappe intermedie, e i contribuenti americani non siano responsabili per l’aumento dei costi di SpaceX“, ha specificato l’azienda.

I prossimi obiettivi sono ambiziosi: inviare uno stadio superiore di Starship in orbita terrestre e completare il test di rifornimento nello spazio nel 2026 (secondo i piani attuali).

L’architettura semplificata: un’incognita promettente

SpaceX ha confermato di condividere l’obiettivo della NASA di riportare gli astronauti sulla Luna “il più rapidamente possibile” e si è detta disposta a essere flessibile. L’azienda ha risposto alle recenti richieste con la proposta di una “architettura di missione e concetto operativo semplificati” per Artemis III.

Attualmente, il piano per Artemis III prevede che 4 astronauti viaggino su un razzo SLS (Space Launch System) della NASA e una capsula Orion fino all’orbita lunare, dove si agganceranno a Starship. L’equipaggio si trasferirebbe quindi su Starship per la discesa e risalita dalla superficie lunare.

L’aggiornamento di SpaceX non ha fornito dettagli sul nuovo piano “semplificato”, ma una dichiarazione precedente di Elon Musk su X potrebbe aver fornito un indizio cruciale: “Starship finirà per fare l’intera missione lunare. Segnatevi queste parole“. Ciò suggerisce una possibile eliminazione della capsula Orion in alcune fasi o addirittura dell’SLS, con Starship che svolgerebbe l’intero viaggio. Sebbene sia ipotetica, un’architettura che minimizza i passaggi critici di avvicinamento e attracco potrebbe effettivamente migliorare la sicurezza e la rapidità.

Il tempo stringe. L’esito di questa proposta e la capacità di SpaceX di superare gli ostacoli tecnici del rifornimento orbitale saranno determinanti non solo per il successo di Artemis III, ma per il futuro dell’esplorazione umana e la creazione di una presenza umana sostenibile sulla Luna.

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