“Il 26 dicembre 2018 dopo una giornata di festa, passata per lo più in famiglia tra amici, si torna a casa, si va a letto e di notte, alle tre del mattino per la precisione, accade quello che pensi possa accadere agli altri, lo hai visto in TV un mucchio di volte, figurati se può succedere a te. Dopo giorni di attività dell’Etna, dopo ripetuto sciame sismico, un terremoto ad un solo chilometro di profondità con epicentro a Fleri, frazione di Zafferana Etnea, scatena una energia distruttiva, solleva il terreno e trascina giù tramezzi delle abitazioni, muri, scale degli edifici, intere case crollano in parte o vengono spostate per metri. Ti addormenti a casa tua e ti svegli ed una casa non l’hai più o non è più agibile…e ti svegli…perché avrebbe potuto non succedere”. Antonella Infanta, affezionata lettrice di MeteoWeb, ricorda così il terremoto che ha colpito la zona etnea 7 anni fa, provocando tanta paura e danni diffusi.
“La maggior parte delle abitazioni viene dichiarata inagibile in tutte le frazioni di Zafferana, che nella zona centrale risulta meno colpita. A Fleri, Pisano, Poggio Felice, Sarro. Dopo i primi sopralluoghi sono più di 2.000 (50%) le abitazioni che risultano totalmente inagibili, quelle parzialmente agibili oltre 1.000. Danni ad Acireale e frazioni, nei paesi limitrofi e fino a Catania. Per una fortunata coincidenza di eventi ci sono numerosi feriti ma nessuno è rimasto sotto le macerie. Un uomo anziano viene portato giù dalla sua abitazione crollata, altri scappano dalle finestre. Chi ha Fede ritiene che la mano pietosa di Dio abbia tenuto le macerie e sorretto le case”, continua Antonella. “Per quanto riguarda l’anziano portato fuori con la gru dalla sua abitazione al primo piano accanto alla farmacia e salvato, è deceduto poco dopo in ospedale ma non è mai stato del tutto chiarito se la sua morte sia stato un terribile effetto secondario o l’insieme delle sue patologie”.
“Personalmente quella sera non ero in casa, il giorno prima, con una decisione dell’ultimo momento ero partita per raggiungere sorella e nipoti, il tramezzo della camera sarebbe poi parzialmente crollato sul letto. Rientrata subito sono entrata al buio, in mezzo alle macerie, nell’appartamento, i miei gatti erano salvi, nascosti dietro la cucina trascinata al centro della stanza dalla scossa ma erano vivi. Tante persone hanno perso i propri animali, morti o fuggiti per la paura. Appena si è fatto giorno, insieme ad una mia amica, Daniela, nonostante i pericoli dei crolli, li abbiamo messi in sicurezza a casa di mia sorella. La ricostruzione di Fleri è ancora in corso, tanti di noi non sono ancora rientrati nelle proprie case, la farmacia è stata spostata in un prefabbricato, la via principale è un cantiere aperto. Una casa è importante ma dopo avere perso mia sorella l’anno scorso, non la trovo più così importante”, conclude Antonella.





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