Alluvioni in Indonesia, catastrofe a Sumatra: bilancio sempre più drammatico mentre incombono nuove piogge

Piogge torrenziali previste nelle prossime ore aggravano la situazione in Indonesia, mentre decenni di deforestazione amplificano gli effetti delle frane e delle alluvioni.

Sulle province di North e West Sumatra e di Aceh grava la minaccia di nuove piogge torrenziali proprio mentre il bilancio delle devastanti inondazioni e frane continua ad aggravarsi. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri, sull’isola di Sumatra si contano almeno 846 morti, circa 2.700 feriti e 547 dispersi, mentre intere comunità restano isolate da strade distrutte e ponti crollati. Le autorità meteorologiche avvertono che tra venerdì e sabato sono attesi nuovi rovesci e temporali su terreni ormai saturi, aumentando il rischio di ulteriori smottamenti. I fiumi sono carichi di tronchi e detriti, un segno della deforestazione che da decenni colpisce la regione. Secondo WALHI e altri gruppi ambientalisti, lo sfruttamento intensivo per miniere, progetti energetici e piantagioni di palma da olio ha privato il territorio delle sue difese naturali, amplificando gli effetti delle precipitazioni estreme.

Di fronte alla crescente indignazione pubblica, il governo ha promesso indagini e riforme. Il presidente Prabowo Subianto ha ribadito la necessità di prevenire la distruzione delle foreste, mentre il Ministero dell’Ambiente ha annunciato verifiche su 8 aziende sospettate di aver aggravato il disastro. Intanto, nei rifugi temporanei come quello di Padang, i sopravvissuti attendono con timore le prossime ore, consapevoli che l’emergenza non è ancora finita.

Nell’intera area asiatica colpita dalle inondazioni e frane, il bilancio è catastrofico: mentre, come detto, in Indonesia le autorità confermano almeno 846 morti, in Sri Lanka si registrano 479 decessi e in Thailandia 185. Anche in Malesia si contano 3 vittime. Oltre a queste cifre, centinaia di persone risultano ancora disperse tra i vari Paesi, e molte comunità rimangono isolate a causa di strade e ponti distrutti, aggravando l’emergenza umanitaria.