Alluvioni in Indonesia, Sri Lanka e Thailandia: le vittime superano 1300, centinaia di dispersi

Alluvioni in Asia: il bilancio è destinato ad aumentare ancora mentre i soccorritori stanno cercando di fari strada tra le macerie delle località devastate da fiumi di acqua e fango

Sono saliti a oltre 1300 i morti nelle alluvioni che hanno investito Indonesia, Sri Lanka e Thailandia. Restano oltre 800 i dispersi. Giorni di forti piogge monsoniche hanno inondato vaste aree, lasciando migliaia di persone bloccate e molte aggrappate ai tetti e agli alberi in attesa di soccorsi. Le inondazioni e le frane hanno causato la morte di almeno 1.306 persone: 712 in Indonesia, 410 in Sri Lanka, 181 in Thailandia e tre in Malesia. Ma è un bilancio in costante aggiornamento, dato l’elevato numero dei dispersi. I soccorritori stanno cercando di fari strada tra le macerie delle località devastate da fiumi di acqua e fango. Il Presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha affermato che è troppo presto per determinare il numero esatto dei morti nel suo Paese.

Secondo l’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri indonesiana, circa 1,1 milioni di persone sono state colpite dalle inondazioni in tre province dell’isola di Sumatra. Le squadre di soccorso sono al lavoro nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti e recuperare altri corpi. In un solo giorno – sottolinea il servizio meteo – è caduta una quantità di pioggia pari a quella che normalmente si registra in tutto il mese di novembre. Le inondazioni hanno isolato interi villaggi, distruggendo ponti e riempiendo le strade di fango e detriti. Sono stati dispiegati elicotteri e imbarcazioni, ma le autorità avvertono che il peggioramento delle condizioni meteorologiche e le infrastrutture danneggiate stanno rallentando le operazioni.

In Sri Lanka, il Centro di gestione delle catastrofi ha fatto sapere che le squadre di soccorso guidate dai militari continuano a setacciare le zone devastate alla ricerca delle 352 persone ancora disperse a causa del ciclone Ditwah, l’accesso resta però difficile perché le strade sono bloccate da frane e diversi ponti sono crollati in vari punti. Le autorità avvertono che le condizioni potrebbero peggiorare, poiché nei prossimi giorni sono previste ulteriori piogge.

Nel sud della Thailandia, sono iniziate le operazioni di pulizia delle strade e degli edifici dopo che le massicce inondazioni hanno colpito più di 1,5 milioni di famiglie e 3,9 milioni di persone. Le autorità stanno lavorando per ripristinare le infrastrutture, compresa l’erogazione di acqua ed elettricità.