Ambiente: in Italia dispersioni metano 56 volte superiori alla media

Legambiente denuncia la mancanza di priorità politica sul tema e l’insufficiente attuazione del Regolamento europeo sul metano

In Italia, le dispersioni di metano dalle infrastrutture del gas rappresentano un problema significativo, causato da perdite dovute a manutenzione insufficiente e pratiche di venting. Legambiente, con il report Italia hub degli sprechi, segnala che le concentrazioni di metano rilevate in 61 impianti monitorati superano in media di 56 volte la norma atmosferica, con il 55,3% delle misurazioni oltre la soglia di 10 ppm, considerata non trascurabile dal punto di vista climatico. Alcuni impianti registrano valori estremamente elevati, fino a oltre 2.600 ppm. Tuttavia, i dati sono sottostimati, poiché le misurazioni sono state effettuate a distanza dagli elementi monitorati.

Legambiente denuncia la mancanza di priorità politica sul tema e l’insufficiente attuazione del Regolamento europeo sul metano. L’associazione propone 7 azioni concrete: rispettare le scadenze UE, cooperare con Paesi esportatori, introdurre piani di riduzione delle emissioni e monitoraggio continuo, quantificare le emissioni, chiudere pozzi inattivi, introdurre sanzioni per venting e flaring e garantire manutenzione e monitoraggio come standard minimi.

Il settore energetico offre il maggior potenziale di riduzione immediata, con tecnologie già disponibili in grado di tagliare fino al 65% delle emissioni lungo la filiera del gas a costi contenuti. Legambiente sottolinea l’urgenza di politiche coraggiose per rispettare gli impegni internazionali e trasformare l’Italia in un modello europeo nella riduzione del metano.