Nessun rischio per la salute degli alti dirigenti e dei dipendenti della Rai che, dopo il 17 dicembre 2024 – giorno in cui una perdita d’acqua ha provocato il rilascio di alcune fibre di amianto nell’aria -, hanno frequentato la sede di Viale Mazzini, quartier generale e sede legale della tv pubblica. Proprio in questi giorni, il Consiglio di amministrazione della Rai, alla presenza dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, ha deliberato l’aggiudicazione dei lavori di bonifica ambientale dall’amianto e la riqualificazione integrale della storica sede.
L’intervento tempestivo dello Spresal della Asl Roma 1, coordinato dal dirigente Alessandro Palmeri – tra i massimi esperti di amianto in Italia -, e le misure adottate dalla Rai hanno infatti garantito fin da subito la sicurezza dei lavoratori e delle poche professionalità rimaste operative e ancor oggi presenti all’interno della struttura.
Verso la richiesta di archiviazione dell’inchiesta
Per questo motivo, secondo quanto apprende l’AGI, la procura di Roma – che nell’immediatezza dei fatti aveva aperto un fascicolo a modello 45, senza indagati e senza ipotesi di reato, con il solo obiettivo di vigilare sul corretto svolgimento delle operazioni -, dovrebbe chiedere l’archiviazione di questo filone di indagine. Al momento della stesura di questo articolo è trascorso poco più di un anno dall’incidente.
La vicenda risale al 2024
Il guasto si era verificato il 17 dicembre 2024. Subito dopo l’evento è stato spento l’impianto di condizionamento ed è scattato un lungo e complesso intervento, reso necessario dalla nota presenza di amianto nell’edificio. RAI e Asl Roma 1 si sono attivate immediatamente, interdicendo alcune aree ben circoscritte del piano terra e del primo piano. In queste zone – confinate e mai accessibili ai dipendenti -, si è registrata la dispersione di amianto, con picchi fino a 8,9 fibre per litro: un valore superiore al fondo ambientale, ma decisamente inferiore al limite previsto per i luoghi di lavoro in cui l’amianto viene trattato (100 fibre/L come media ponderata su otto ore).
Il divieto di ingresso
Per ragioni di massima prudenza, l’accesso a dirigenti e dipendenti è stato immediatamente vietato nelle aree interessate e, per tutto il mese di gennaio, l’ingresso alla sede è avvenuto esclusivamente da via Pasubio. La RAI, tuttavia, non si è limitata agli interventi ordinari.
La campagna di monitoraggio
Il 14 gennaio 2025 l’azienda ha infatti disposto una campagna straordinaria di monitoraggio su tutti i piani dell’edificio di Viale Mazzini – come riportato in una nota interna -, con 46 campionamenti effettuati dal piano interrato all’ottavo piano, incluse mensa e bar, con una media di cinque rilevazioni per livello.
Anche il piano terra e il primo piano sono stati monitorati, ad esclusione delle aree già interdette e seguite direttamente dalla Asl. Tutti i campionamenti hanno confermato l’assenza di fibre di amianto aerodisperse.


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