Antartide, il gelo diventa storico: la Stazione Amundsen-Scott vicino a un primato assoluto, oltre 1.400 giorni consecutivi sotto −20°C

Alla Stazione Amundsen-Scott il termometro non supera i −20°C da quasi quattro anni: una persistenza del freddo che racconta molto della dinamica dell’altopiano antartico

Negli ultimi giorni, la Stazione Amundsen-Scott al Polo Sud ha raggiunto un traguardo climatico di notevole rilievo, che testimonia la straordinaria persistenza del freddo estremo sull’altopiano antartico centrale. La base scientifica ha infatti superato i 1.420 giorni consecutivi durante i quali la temperatura massima giornaliera non ha mai oltrepassato la soglia dei −20°C, un valore che, pur in un contesto già rigidissimo, rappresenta una continuità climatica fuori dal comune.

Per comprendere la portata del dato è utile ricordare che l’ultima giornata con una temperatura massima superiore a −20°C risale al 22 gennaio 2022, quando il termometro raggiunse −17,6°C. Da quel momento in poi, ogni singolo giorno ha chiuso con valori massimi inferiori alla soglia critica, dando origine a una delle sequenze fredde più lunghe mai osservate al Polo Sud.

Temperature Stazione Amundsen-Scott

Questa serie ha ora superato la precedente seconda sequenza più lunga documentata nella climatologia della stazione, collocandosi stabilmente al secondo posto nella graduatoria storica. Davanti a essa rimane solo il celebre periodo compreso tra gennaio 1986 e gennaio 1990, quando la base registrò 1.461 giorni consecutivi con temperature massime sempre inferiori a −20°C, un riferimento che ancora oggi rappresenta il record assoluto.

Un aspetto interessante, spesso trascurato nel dibattito divulgativo, riguarda la definizione rigorosa della soglia termica. Dal punto di vista climatologico, infatti, una temperatura di −20,0°C esatta non rientra nel criterio di “inferiore a −20°C”. Questo dettaglio statistico assume importanza nella ricostruzione delle serie storiche e rafforza la solidità della sequenza attuale, che rispetta pienamente il criterio di massime sempre strettamente sotto soglia.

Dal punto di vista meteorologico, il periodo più delicato per la prosecuzione del “run” è proprio quello in corso. Tra dicembre e gennaio, l’Antartide entra nella fase di massima insolazione annuale e, sebbene il Sole rimanga basso sull’orizzonte, anche modesti cambiamenti nella circolazione atmosferica possono produrre temporanei rialzi termici. Episodi di ventilazione più intensa o configurazioni favorevoli al trasporto di aria relativamente meno fredda dall’oceano possono essere sufficienti a interrompere la sequenza.

Fino a quando ciò non accadrà, però, la Stazione Amundsen-Scott resta potenzialmente in corsa per avvicinare — e forse superare — il primato storico degli anni Ottanta. Un dato che, al di là dei record, offre uno spaccato prezioso sulla stabilità termica dell’altopiano antartico e sul funzionamento dei climi polari continentali, fondamentali per comprendere l’equilibrio energetico del sistema Terra.