Nelle notti tra il 13 e il 14 dicembre, il cielo offrirà uno degli spettacoli astronomici più suggestivi dell’anno: la pioggia di meteore delle Geminidi. Considerata dagli esperti come una delle più intense e affidabili piogge meteoriche dell’intero calendario, è un evento che continua a sorprendere sia gli appassionati sia chi, semplicemente, ama lasciarsi incantare da ciò che accade sopra le nostre teste. Quest’anno l’attesa è particolarmente alta, perché le condizioni di osservazione saranno favorevoli: la Luna, illuminata solo al 26%, non disturberà se non marginalmente il buio naturale della notte. Sorgerà attorno alle 02:30 del mattino, lasciando così molte ore di cielo scuro a disposizione degli osservatori. Un contrasto notevole rispetto allo scorso anno, quando un fastidioso plenilunio aveva attenuato gran parte del bagliore delle meteore, riducendo l’impatto visivo dello sciame. Le Geminidi, tuttavia, sono famose per la loro generosità e qualità, e nel 2025 promettono di regalare un vero e proprio show naturale: un appuntamento imperdibile per chiunque desideri chiudere l’anno con un’emozione celeste.
Un cielo affollato di meteore
Le Geminidi sono considerate una delle piogge meteoriche più ricche dell’anno. In condizioni ideali si possono raggiungere 150 meteore all’ora, con scie luminose che sembrano irradiare da un’unica zona del cielo, il cosiddetto “radiante”, situato nei pressi della stella Castore nella costellazione dei Gemelli. Per ridurre l’effetto del chiarore lunare basta orientarsi verso Nord o Ovest e lasciare che gli occhi si adattino al buio.
Il contributo della Luna
Paradossalmente, proprio la Luna sta per diventare protagonista di un nuovo progetto scientifico. La campagna Lunar Impact Flashes (LIF), legata alla futura missione LUMIO dell’Agenzia Spaziale Europea, cerca volontari per registrare possibili impatti di meteoroidi sulla parte notturna del nostro satellite durante il picco delle Geminidi.
Come sulla Terra, anche sulla Luna il numero di impatti aumenta nel periodo della pioggia meteorica: ogni osservatore può contribuire a costruire un database prezioso.
Da dove arrivano le Geminidi?
A differenza di molte piogge meteoriche, originate da comete, le Geminidi provengono dai detriti dell’asteroide 3200 Phaethon, un corpo roccioso di 5,8 km che al perielio si avvicina fino a 21 milioni di chilometri dal Sole. Lì la temperatura superficiale raggiunge i 750°C, abbastanza da vaporizzare il sodio presente nelle rocce e generare una coda, non di polvere, ma di gas.
Gli astronomi ritengono che le particelle oggi responsabili della pioggia meteorica si siano staccate circa 2mila anni fa, forse a causa di un impatto o dell’elevata rotazione dell’asteroide, che completa un giro in sole 3,6 ore. Phaethon, inoltre, sta accelerando: il suo periodo si accorcia di 4 millisecondi l’anno per effetto della radiazione solare, il cosiddetto effetto YORP. Con il tempo, le perturbazioni gravitazionali dei pianeti stanno spingendo la parte più densa del flusso sempre più vicino all’orbita terrestre: un processo che dovrebbe aumentare il numero di meteore fino al 2200 circa.
Quando vedere le stelle cadenti
Il picco delle Geminidi è atteso per le 8:00 UTC del 14 dicembre, momento in cui il radiante è alto nel cielo nelle ore che precedono l’alba. Tuttavia, dalle 21 del 13 dicembre si possono vedere molte meteore, un orario perfetto per famiglie e bambini. La pioggia rimane intensa per 10–12 ore, permettendo di scegliere il momento più comodo.
Come godersi al meglio lo spettacolo
Lo spettacolo richiede solo un cielo abbastanza buio, uno sguardo paziente e abiti molto caldi. L’ideale è sdraiarsi su una sedia reclinabile, avvolti in una coperta, in direzione della zona con meno inquinamento luminoso. Le Geminidi scorrono a circa 35 km al secondo: più lente delle Perseidi, ma spesso più luminose e ricche di fireball. Ogni tanto un bolide particolarmente brillante potrebbe strapparvi un’esclamazione inattesa, fa parte del divertimento.
Un bonus all’alba
Chi resterà a osservare fino al crepuscolo potrà cogliere un’ulteriore chicca astronomica: Mercurio in congiunzione con Beta Scorpii (Acrab), una splendida doppia stella. Il pianeta, di magnitudine –0,5, brillerà poco più di mezzo grado a Nord del sistema stellare circa un’ora prima del sorgere del Sole.


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