La Vigilia di Natale potrebbe tingersi di verde e viola nei cieli dell’Artico. Secondo i previsori dello Space Weather Prediction Center della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), una espulsione di massa coronale (CME) lanciata dal Sole il 20 dicembre potrebbe sfiorare la Terra il 24 dicembre, innescando condizioni favorevoli alla comparsa di aurore boreali nelle regioni più settentrionali del pianeta. Se le condizioni si confermeranno, l’Artico potrebbe vivere una Vigilia di Natale illuminata dalle aurore, un promemoria suggestivo del legame tra la nostra stella e la Terra.
Che cos’è una CME e perché è importante
Le CME sono gigantesche nubi di plasma e campi magnetici espulse dal Sole durante periodi di intensa attività. Quando una di queste strutture viaggia nello Spazio interplanetario e interagisce con il vento solare, può perturbare la magnetosfera terrestre. Se l’allineamento è favorevole, le particelle cariche vengono guidate verso i poli, dove eccitano i gas dell’alta atmosfera e producono le tipiche luci dell’aurora.
Cosa aspettarsi il 24 dicembre
Gli esperti SWPC sottolineano che la CME potrebbe passare vicino alla Terra, non necessariamente colpirla in pieno. Anche un passaggio ravvicinato, però, può generare increspature nel vento solare sufficienti a dare vita a aurore artiche la notte della vigilia. Al momento, lo spettacolo sarebbe più probabile alle alte latitudini, lontano dalle aree temperate.
Scienza e incertezza
Le previsioni di meteorologia spaziale, come quelle terrestri, comportano sempre un margine di incertezza. La velocità della CME, la sua direzione e l’orientamento del campo magnetico sono fattori decisivi che possono cambiare fino all’ultimo momento. Per questo gli scienziati monitorano costantemente il Sole con satelliti dedicati.


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