Brillamento a sorpresa, il Sole accende le prime aurore del nuovo anno

La possibile tempesta geomagnetica originata da una CME potrebbe dare origine alle prime aurore del 2026

Un evento solare improvviso e sorprendente. Una macchia solare ritenuta innocua ha infatti prodotto un’eruzione significativa, con possibili effetti visibili anche dalla Terra nei primi giorni del nuovo anno. La protagonista è la macchia solare 4317, che fino a pochi giorni fa non era considerata pericolosa. Invece, contro ogni previsione, ieri 28 dicembre alle 23:39 ora italiana ha generato un brillamento solare classe M4, una categoria di intensità media ma comunque capace di influenzare l’ambiente spaziale terrestre.

I brillamenti solari sono potenti esplosioni di energia che avvengono sulla superficie del Sole e che, nei casi più intensi, possono essere accompagnati da una CME (espulsione di massa coronale): una gigantesca nube di plasma e campi magnetici lanciata nello Spazio.

CME diretta verso la Terra

Le prime immagini del coronografo CCOR-1 della NOAA, a bordo del satellite GOES-19, mostrano chiaramente che l’esplosione ha scagliato una CME in direzione della Terra. Un modello preliminare della NASA indica che la nube solare potrebbe raggiungere il nostro pianeta il 1° gennaio.

Se l’impatto sarà confermato, l’interazione tra la CME e il campo magnetico terrestre potrebbe innescare tempeste geomagnetiche.

flare m4

Aurore di Capodanno?

La notizia più affascinante riguarda le possibili conseguenze visibili: questa tempesta geomagnetica potrebbe dare origine alle prime aurore del nuovo anno, potenzialmente osservabili anche a latitudini più basse del solito, a seconda dell’intensità dell’impatto.

Oltre allo spettacolo luminoso, eventi di questo tipo vengono monitorati con attenzione perché possono influenzare: satelliti e comunicazioni radio; sistemi GPS; reti elettriche nelle regioni più esposte.