Chiusa la porta russa per le stelle: il crollo di Baikonur e i dubbi sul futuro dei lanci | FOTO

Il lancio della Soyuz MS-28 è stato un successo perfetto per l'equipaggio in orbita, ma a terra, nel cosmodromo di Baikonur, la storia è stata molto diversa

  • danno pad baikonur
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Lo scorso 27 novembre, un razzo russo Soyuz ha illuminato i cieli del Kazakistan, portando 3 astronauti – l’americano Chris Williams della NASA e i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikaev – verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sebbene l’attracco con il laboratorio orbitale sia avvenuto senza intoppi lo stesso giorno, a terra si è verificato un evento imprevisto: la potenza del decollo ha causato danni significativi all’unica rampa di lancio russa attualmente attiva per le missioni con equipaggio.

Danni collaterali alla rampa “Site 31”

Tutto sembrava essere andato secondo i piani, ma le ispezioni di routine post-lancio hanno rivelato uno scenario preoccupante. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha confermato in una dichiarazione ufficiale che sono stati identificati “danni a diversi componenti della rampa di lancio“.

Nonostante l’agenzia abbia rassicurato affermando che “tutti i pezzi di ricambio necessari sono disponibili” e che le riparazioni avverranno a breve, l’incidente solleva dubbi sulla tenuta delle infrastrutture storiche del cosmodromo.

Cosa è andato storto?

Secondo Brian Harvey, esperto di siti di lancio e co-autore di “The Atlas of Space Rocket Launch Sites”, il problema non riguarda il razzo in sé, ma la torre di servizio. “Da quanto sappiamo, una combinazione di vibrazioni e calore generati dal razzo in ascesa, unita ad alcuni perni di scorrimento sul fondo della torre di servizio non installati correttamente – o del tutto assenti – ha causato il crollo della struttura“, ha spiegato Harvey.

Fortunatamente, l’incidente è avvenuto alcuni secondi dopo che il razzo aveva già lasciato la rampa, quindi l’equipaggio non è mai stato in pericolo. Si tratta, secondo l’esperto, di un insolito scivolone nel controllo qualità, un problema che era comune anni fa ma che sembrava ormai superato, ha spiegato a Space.com.

Le conseguenze per la ISS: niente “regali di Natale”

La domanda che tutti si pongono è: quanto tempo ci vorrà per riparare i danni?

  • Lo scenario migliore: Roscosmos punta a tornare operativa entro la fine di marzo;
  • La strategia: I tecnici potrebbero “cannibalizzare” parti da un’altra rampa a Baikonur o dai 4 siti presenti al Cosmodromo di Plesetsk, trasportando l’equipaggiamento via treno.

Sebbene non ci siano missioni con equipaggio previste da Baikonur fino a luglio dell’anno prossimo (il prossimo volo sarà la missione Crew-12 di SpaceX dalla Florida a metà febbraio), l’impatto logistico si farà sentire.

Il danno alla rampa significa che il lancio del prossimo cargo di rifornimento russo Progress, previsto tra circa 3 settimane, subirà inevitabilmente un ritardo. Come ha ironizzato Harvey: “Niente regali di Natale per l’equipaggio della ISS“, almeno non tramite il vettore russo. Le navette cargo americane dovranno compensare il ritardo logistico.

È la fine di Baikonur?

La NASA, tramite il portavoce Joshua Finch, ha fatto sapere di essere a conoscenza della situazione e di coordinarsi strettamente con Roscosmos per garantire la sicurezza delle operazioni, pur rimandando ai russi i dettagli tecnici. Intanto, voci più allarmiste suggeriscono che questo potrebbe segnare il declino definitivo di Baikonur come sito di lancio. Tuttavia, il noto comunicatore scientifico Scott Manley invita alla calma: “Alcuni dicono che potrebbe essere la fine di Baikonur. Penso sia eccessivamente drammatico. Devono mantenere il sito operativo almeno per i prossimi anni, anche se questo potrebbe essere l’inizio della fine. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane“.

Per ora, il futuro dei lanci russi è nelle mani delle squadre di riparazione. Non resta che attendere e osservare se la Russia riuscirà a ripristinare la sua porta verso le stelle entro la primavera.