Clamoroso Inverno 2025–2026: “Polar Express” verso gli USA, Europa in attesa

Il recente riscaldamento stratosferico ha indebolito il Vortice Polare: i modelli confermano un “Polar Express” continuo che potrebbe prolungarsi fino agli inizi del 2026

Un importante cambiamento sta prendendo forma a scala emisferica e potrebbe condizionare non solo la seconda metà di dicembre, ma anche l’avvio del 2026. Le ultime analisi meteo confermano infatti che un forte riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) ha già modificato in modo significativo la struttura del Vortice Polare, rendendolo instabile e altamente vulnerabile a ulteriori deformazioni nelle prossime settimane. Il risultato? Una possibile spaccatura del vortice e una nuova fase di estremi meteorologici tra Nord America ed Europa. Il Vortice Polare non è un’unica entità: ha una componente stratosferica, che risponde rapidamente agli squilibri termici, e una componente troposferica, quella che poi influenza il nostro meteo quotidiano.

L’SSW verificatosi recentemente ha prodotto un repentino aumento delle temperature in stratosfera, indebolendo i venti zonali e favorendo lo sviluppo di un robusto blocco anticiclonico in area polare. Questo “muro” di alta pressione sta letteralmente schiacciando e deformando il vortice verso latitudini più basse.

Le ultime sezioni verticali e le mappe emisferiche mostrano un’anomalia di pressione molto marcata sul settore nordamericano, con venti sotto la norma e un vortice ormai fortemente disturbato. Gli scenari previsionali indicano un ulteriore indebolimento a metà mese, con conseguenze a cascata sulla circolazione atmosferica.

Split vortice polare

Uno split del vortice? Gli scenari diventano più complessi

Le simulazioni a 50 hPa – un livello chiave della bassa stratosfera – ipotizzano la possibile divisione del vortice in due lobi distinti:

  • uno proiettato verso il Nord America,
  • l’altro diretto verso l’Asia nord-orientale.

Questa configurazione è tipica delle fasi in cui l’aria gelida si concentra su specifiche macro-aree, generando anomalie termiche durature. Parallelamente, si svilupperebbe alta pressione sul bacino artico, elemento determinante per le future dinamiche invernali.

Il “Polar Express”: gelo ricorrente su USA e Canada

Il termine “Polar Express” è stato adottato da molti centri meteo per descrivere una sequenza di irruzioni fredde ravvicinate che, dalle alte latitudini, scivolerebbero ripetutamente verso Stati Uniti e Canada.

Le mappe previsionali mostrano una persistente depressione centrata tra le Grandi Pianure e il Midwest, una vera calamita per l’aria polare. Questo schema favorirebbe:

  • ondate di gelo intense,
  • nevicate frequenti,
  • affondi artici fin verso il Golfo del Messico.

Una dinamica destinata a durare fino a fine anno, con possibili prolungamenti anche all’inizio di gennaio.

Caldo anomalo Europa

Europa più mite? Sì, ma non per sempre

Mentre il Nord America sprofonda nel gelo, l’Europa vivrebbe la fase opposta:

  • alta pressione estesa,
  • correnti miti e umide atlantiche,
  • neve relegata ad alta quota,
  • temperature spesso oltre la media.

Questa situazione potrebbe dominare per buona parte della seconda metà di dicembre, compresa la fase natalizia.

E per gennaio 2026? Il vero inverno potrebbe arrivare dopo

ECMWF e CanSIPS concordano su un punto: se il vortice dovesse ricompattarsi sul Canada dopo lo split, l’Europa potrebbe entrare nella seconda parte dell’inverno con una maggiore probabilità di irruzioni fredde orientali.

I primi settori coinvolti sarebbero:

  • Regno Unito,
  • Europa centrale,
  • Nord Italia e Balcani.

Si tratterebbe di un cambio di passo potenzialmente marcato, specie nella seconda metà di gennaio.

In sintesi, il “Polar Express” potrebbe regalare un inverno molto duro a USA e Canada e, in un secondo momento, aprire la strada a fasi più fredde anche sull’Europa, dopo un dicembre in gran parte dominato da condizioni miti e anticicloniche.