Clima, ghiacciai del Trentino arretrati di 18 metri nel 2025: i risultati del monitoraggio

La Società alpinistica tridentina ha monitorato i 16 ghiacciai del Trentino: in 4 mesi sul Mandrone persi fino a 7 metri di spessore

È continuata anche nel 2025 l’agonia dei ghiacciai del Trentino, dove sono stati registrati arretramenti medi di 18,5 metri con punte massime di 30-33 metri e una perdita di superficie glaciale che in meno di dieci anni ha ridotto da 30 a 20 chilometri le aree glacializzate. È quanto emerge dal monitoraggio dei 16 ghiacciai del Trentino effettuato dalla Sat, la Società alpinistica tridentina, che con i suoi 150 anni è la più antica d’Italia. Le misurazioni hanno messo in luce un quadro di sofferenza dei ghiacciai, dati confermati anche delle serie storiche: 51 metri di arretramento nel 2022, 26 nel 2023 e 14 l’anno scorso.

La Sat attraverso la propria Commissione glaciologica da decenni monitora in modo sistematico gli arretramenti frontali dei più grandi ghiacciai del Trentino e, dal 2023, grazie alla collaborazione con Acqua Surgiva-Gruppo Lunelli, questo lavoro si è arricchito del monitoraggio delle variazioni di area con dati satellitari, integrati da rilievi effettuati sul campo attraverso droni e laser altimetri satellitari come IceSat-2 e Gedi”, ha detto il Presidente Sat, Cristian Ferrari.

In videocollegamento ha partecipato anche Valter Maggi, Presidente della Fondazione glaciologica italiana, che ha confermato la criticità del quadro emerso. “I bilanci di massa e le misure frontali mostrano che i ghiacciai italiani sono in forte crisi. Se nel settore occidentale, le alte montagne permettono ancora la conservazione di ghiacciai anche se sempre più ritirati alle quote più elevate, nel settore centrale, e ancor più in quello orientale, dove la catena alpina è più bassa, questo ritiro ha portato, in molti casi, alla scomparsa dei ghiacciai stessi, lasciando pochi testimoni che resistono al cambiamento climatico in atto”.

In 4 mesi su ghiacciaio Mandrone persi fino a 7 metri di spessore

L’uso dei droni consente di creare modelli tridimensionali delle fronti glaciali anche in punti non raggiungibili e permette analisi dettagliate successive. In alcuni casi, come sul Ghiacciaio della Presanella, i droni hanno reso possibili misurazioni che non si potevano più eseguire con metodi tradizionali. Sul ghiacciaio del Mandrone, il confronto fra un rilievo di giugno e uno di ottobre ha mostrato una perdita di spessore compresa tra 3 e 7 metri in soli quattro mesi”. Lo ha detto Enrico Valcanover, Presidente della Commissione glaciologica Sat, presentando il monitoraggio dei 16 ghiacciai del Trentino.

Tutti i ghiacciai misurati sono in fase di arretramento, con valori compresi tra 1 e 33 metri e una media di 18,5 metri – ha aggiunto Valcanover -. Le osservazioni effettuate mettono inoltre in evidenza una generale perdita di spessore del ghiaccio nelle aree frontali dei ghiacciai e la presenza di forme tipiche dei ghiacciai in sofferenza come l’apertura di calderoni glaciali e finestre rocciose, situazioni che causano spesso delle rapide perdite di superficie nei corpi glaciali. A causa della rapida evoluzione delle fronti glaciali, alcune non sono più raggiungibili in sicurezza, come nel caso del ghiacciaio della Presanella o della Vedretta de La Mare”.