Il primo volo di prova di Zhuque-3, il più avanzato razzo riutilizzabile sviluppato finora dall’azienda privata cinese Landspace, si è trasformato in un evento che ha attirato l’attenzione della comunità spaziale internazionale, non solo per le ambizioni tecnologiche del progetto, ma anche per la drammatica conclusione del test. Dopo aver raggiunto con successo l’orbita terrestre e aver completato una fase di rientro dichiarata stabile, il gigantesco vettore ha infatti subito un’esplosione nel tentativo di atterraggio verticale del primo stadio. L’incidente, avvenuto a pochi metri dal punto designato, non offusca tuttavia l’importanza del risultato complessivo: la missione rappresenta il passo più determinato compiuto finora dalla Cina verso la realizzazione di lanciatori pienamente riutilizzabili, un settore in cui gli Stati Uniti hanno fino ad oggi dominato grazie agli sviluppi di SpaceX.
Un decollo impeccabile dal deserto del Gobi
Il lancio è avvenuto dal Jiuquan Satellite Launch Center, nel deserto del Gobi, nel Nord della Cina. Zhuque-3, costruito in acciaio inossidabile e alimentato da una combinazione di metano liquido e ossigeno liquido, ha portato con successo in orbita il suo secondo stadio monouso, come confermato da Landspace. Questa prima parte della missione rappresenta già un risultato significativo: la spinta dei 9 motori Tianque-12A ha operato in modo nominale, permettendo al razzo di completare la fase più delicata del volo.
Il rientro del primo stadio e l’esplosione finale
La seconda, e più attesa, parte del test riguardava il rientro controllato del primo stadio. L’obiettivo era dimostrare la capacità del vettore di effettuare un atterraggio verticale, seguendo la filosofia inaugurata negli Stati Uniti da SpaceX con il Falcon 9.
Dopo una fase di rientro giudicata di successo, qualcosa però è andato storto. Nel corso della manovra di atterraggio, uno dei motori sembra aver perso potenza, causando un incendio e, pochi secondi dopo, una violenta esplosione al suolo. Il booster è caduto comunque a pochi metri dal punto previsto, un risultato considerato incoraggiante dagli ingegneri.
“Si è verificata un’anomalia mentre il primo stadio si avvicinava all’area di recupero. Non si registrano problemi di sicurezza per il personale“, ha scritto Landspace in una nota, annunciando un’indagine sulle cause del guasto.
Un test considerato comunque un successo
Nonostante l’esplosione, Landspace ha definito il volo un importante passo avanti. L’azienda ha affermato che la missione ha permesso di verificare sistemi cruciali: gestione del rientro, modulazione della spinta dei motori, controllo dell’assetto. Secondo la società, questi obiettivi tecnici sono stati raggiunti come previsto, aprendo la strada a futuri test. La Cina, infatti, punta a entrare nel ristretto gruppo di nazioni e aziende in grado di riutilizzare efficacemente i razzi, una conquista fondamentale per abbattere i costi di accesso allo Spazio.
Somiglianze (e differenze) con il Falcon 9
Zhuque-3 richiama da vicino il design del celebre Falcon 9 di SpaceX: entrambi i vettori utilizzano un primo stadio riutilizzabile, un secondo stadio monouso e una configurazione a 9 motori. Anche la capacità di carico è comparabile: Zhuque-3 può portare fino a 18.300 kg in orbita bassa terrestre, mentre il Falcon 9 arriva a circa 22.800 kg.
Una differenza chiave riguarda il propellente: il razzo cinese utilizza metano liquido, una tecnologia su cui punta anche SpaceX con il motore Raptor del sistema Starship, mentre il Falcon 9 usa kerosene. Il metano offre vantaggi di efficienza e pulizia del motore, ma rappresenta ancora un territorio relativamente nuovo per l’industria spaziale.
Non è la prima volta che Landspace sperimenta questa soluzione: nel 2023 la sua precedente creatura, lo Zhuque-2, è diventata il primo razzo a metano al mondo a raggiungere l’orbita.
Un nome che guarda alla mitologia
La serie Zhuque prende il nome dall’uccello vermiglio della mitologia cinese, simbolo dell’elemento fuoco nel sistema cosmologico taoista dei 5 elementi. Un riferimento evocativo per una famiglia di razzi destinata a infiammare la competizione globale nel settore dei lanci riutilizzabili.






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