La Germania si prepara ad una sfida energetica di enormi proporzioni con il fabbisogno elettrico nazionale destinato a salire da 550 Terawattora attuali a circa 725 TWh entro il 2035, secondo le previsioni contenute nell’ultimo rapporto sulla sicurezza dell’approvvigionamento della Bundesnetzagentur, l’Agenzia federale delle reti. La crescita, spiega l’autorità, è trainata dall’elettrificazione di trasporti, riscaldamento e processi industriali, oltre che dalla digitalizzazione e dai nuovi consumi energetici come le applicazioni di intelligenza artificiale. Questo incremento del carico si scontra con l’uscita simultanea dal sistema delle centrali a carbone, dopo la già avvenuta dismissione del parco nucleare nazionale. Sebbene le energie rinnovabili da vento e sole coprano una fetta crescente del mix, la loro natura intermittente richiede il dispiego di impianti di backup flessibili e affidabili per garantire la stabilità della rete.
Questo scenario, avverte il rapporto, renderà il paese ancor più dipendente dal gas naturale. L’autorità stima infatti la necessità di aggiungere tra i 22 e i 35,5 Gigawatt di nuova capacità controllabile entro la stessa scadenza, equivalente a 44-71 nuovi impianti da 500 Megawatt, da soddisfare principalmente con centrali a gas di ultima generazione. Il documento esamina opzioni alternative ma le giudica limitate: il prolungamento vita delle centrali a carbone risulterebbe climaticamente controproducente, mentre biomasse, termovalorizzatori e pompaggio idroelettrico offrono potenziale contenuto. Pur considerando un contributo dalla flessibilità della domanda industriale, la Bundesnetzagentur conclude che il grosso dello sforzo dovrà necessariamente passare attraverso nuovi investimenti nel parco termoelettrico a gas.


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