Gli Stati Uniti intendono cooperare con l’India nel settore dell’energia nucleare, mentre la seconda economia asiatica apre il suo settore nucleare civile agli investimenti privati e alla partecipazione straniera. “Accogliamo con favore il nuovo #SHANTIBill dell’India, un passo verso un partenariato più forte per la sicurezza energetica e una cooperazione pacifica nel settore nucleare civile”, si legge su un post su X dell’account ufficiale dell’Ambasciata USA in India. “Gli Stati Uniti sono pronti ad intraprendere iniziative congiunte di innovazione e ricerca e sviluppo nel settore energetico”, ha affermato l’ambasciata.
La scorsa settimana il Parlamento indiano ha approvato il cosiddetto disegno di legge SHANTI (Sustainable Harnessing and Advancement of Nuclear Energy for Transforming India), che apre il settore nucleare indiano agli investimenti privati e pone fine ad oltre 60 anni di monopolio statale. Ieri il presidente indiano Droupadi Murmu ha approvato il disegno di legge, che abroga l’Atomic Energy Act del 1962 e il Civil Liability for Nuclear Damage Act del 2010, che avevano ostacolato la crescita del settore nucleare civile del Paese.
La situazione in India
L’India si aspetta che questa storica legge incentivi gli investimenti da parte di aziende private nel settore dell’Energia nucleare. La Missione per l’energia nucleare indiana punta a raggiungere i 100 GW di capacità nucleare entro il 2047 “attraverso l’impiego di tecnologie nucleari avanzate esistenti ed emergenti, sia nazionali che con la cooperazione estera”. Attualmente Nuova Delhi dispone di soli 8,8 GW di capacità nucleare operativa, gestita dalla statale Nuclear Power Corporation of India Limited (NPCIL). Secondo il governo ed alcuni esperti, aumentare la capacità nucleare di dieci volte entro il 2047 richiederà ingenti investimenti, anche da parte di aziende private.
All’inizio di quest’anno, un gruppo di esperti istituito dal Ministero dell’energia indiano ha affermato che l’obiettivo dell’India di raggiungere i 100 GW di capacità nucleare entro il 2047 richiederebbe fino a 19,28 trilioni di rupie indiane di capitale cumulativo, pari a 214 miliardi di dollari. “Serviranno ingenti risorse tecniche e finanziarie per accelerare l’implementazione di 100 GW di capacità nucleare entro il 2047. Il settore privato dispone di capitali abbondanti e di un’efficienza intrinseca nella tempestiva costruzione e nell’adattamento all’innovazione”, ha concluso il panel.


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