Dalla tarda serata del 25 dicembre, l’Etna è tornato in attività, regalando fontane e colate di lava, esplosioni, bolle di lava e anche ricadute di cenere, segnando il risveglio del Cratere di Nord-Est. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) mostra il pennacchio di anidride solforosa (SO₂) emesso dai due parossismi del Cratere di Nord-Est che è stato trasportato dai venti in quota verso il Mar Tirreno, fino a raggiungere Corsica e Sardegna. Secondo gli ultimi aggiornamenti dell’INGV, “l’attività stromboliana è in diminuzione mentre sono ancora in corso deboli emissioni di cenere. Il flusso di lava è ancora osservato dai crateri sommitali. Non viene prodotta nessuna nube di cenere e la cenere vulcanica è confinata nell’area sommitale”.
