Etna, il risveglio del gigante: dopo 28 anni il colpo di scena del Cratere di Nord/Est

Non più solo "modeste attività": il Cratere di Nord/Est torna protagonista con spettacolari esplosioni a bolla e fontane di fuoco

Mentre il mondo si preparava a festeggiare il Natale, l’Etna ha deciso di regalare uno spettacolo di potenza geologica senza precedenti negli ultimi decenni. Il protagonista assoluto di questo finale di 2025 non è stato il solito Cratere di Sud/Est, ma il “vecchio saggio” della vetta: il Cratere di Nord/Est (CNE). Come riportato dal vulcanologo Boris Behncke sul blog ufficiale INGVvulcani, il CNE, ovvero il più anziano dei 4 crateri sommitali, sembrava aver perso lo smalto di un tempo. Behncke scrive infatti che per decenni il cratere “si limitava ad attività piuttosto modeste, normalmente limitate all’interno del suo ampio e profondo pozzo interno“. Tutto è cambiato tra il 24 e il 27 dicembre, segnando il ritorno a un episodio parossistico che mancava da quasi 28 anni.

La cronaca dell’eruzione: un Natale di fuoco

L’allerta è scattata la vigilia di Natale. I sensori dell’INGV-Osservatorio Etneo hanno registrato variazioni repentine nel tremore vulcanico e nelle deformazioni del suolo. Dopo una prima fase di attività stromboliana alla Bocca Nuova, la situazione è precipitata tra il 26 e il 27 dicembre. Nonostante il maltempo che ha inizialmente nascosto la vista, i boati incessanti hanno annunciato quello che Behncke descrive come un vero e proprio “grande ritorno“. Ecco i momenti chiave del 27 dicembre:

  • Ore 10:00 – Inizia il primo parossismo. Fontane di lava alte 150 metri e una colonna di cenere che raggiunge gli 8 km di altezza;
  • Ore 15:15 – Il secondo atto, ancora più violento. Il Cratere di Nord/Est genera fontane di lava che toccano i 500 metri d’altezza, proiettando una colonna eruttiva oltre i 10 km sopra il livello del mare;
  • Esplosioni “a bolla” – Al termine della fase parossistica, il vulcano ha dato vita a “una serie di potenti esplosioni stromboliane ‘a bolla’, che hanno lanciato materiale molto grossolano su tutto il cono del Cratere di Nord-Est“.

Anche il cratere Voragine ha mostrato i muscoli

Mentre il CNE rubava la scena con i suoi pennacchi di cenere, anche il cratere Voragine ha mostrato i muscoli. Una colata di lava è stata emessa dal suo fianco orientale, riversandosi verso la Valle del Bove e raggiungendo una lunghezza di circa 2 km. Ad oggi, l’attività alla Voragine continua in modo costante.

Un 2025 dinamico

Questo evento non è un caso isolato, ma il culmine di un anno estremamente dinamico per il vulcano siciliano. Boris Behncke sottolinea come il 2025 sia stato un “anno movimentato“, scandito da 3 fasi eruttive precedenti:

  • Febbraio-Marzo – Colate sul fianco sud-occidentale;
  • Marzo-Giugno – Quindici episodi al Cratere di Sud/Est;
  • Agosto-Settembre – Ulteriori emissioni laviche e attività esplosiva.

L’eruzione di Natale chiude l’anno ricordandoci che l’Etna è un sistema complesso in continua evoluzione, dove anche i crateri che sembrano “pensionati” possono tornare, improvvisamente, a dominare il paesaggio con la loro forza primordiale.