Si è aperta oggi a Roma la decima edizione del Forum ITALIA SOLARE, l’appuntamento per il settore fotovoltaico nazionale. L’evento – in corso all’A.Roma Lifestyle Hotel – ha riunito istituzioni, imprese e mondo accademico per discutere il ruolo del fotovoltaico nel nuovo assetto energetico di un Paese che conta già oltre 2 milioni di impianti e 42 GW installati. Nella relazione introduttiva, Paolo Rocco Viscontini, presidente di ITALIA SOLARE, ha evidenziato come l’elettricità prodotta da fotovoltaico sia “largamente più economica delle fonti convenzionali” – anche considerando i costi di sviluppo della rete, il Capacity Market e il MACSE – e come i numeri delle aste del FER X e dell’Energy Release, che hanno visto offerte tra i 60 e i 65 €/MWh, lo dimostrino chiaramente.
Il presidente ha richiamato poi la necessità di tre elementi chiave: coordinamento tra istituzioni, riduzione del caos normativo con riforme più chiare e stabili e un maggiore supporto per accompagnare investimenti e operatori. Non si chiedono incentivi per gli impianti già competitivi da un punto di vista economico – come utility scale e agrivoltaico – ma solo per quelle tipologie di sistemi che restano più costose, tra cui pensiline fotovoltaiche per parcheggi e rimozione dell’amianto. Un supporto è necessario anche per favorire l’inserimento dei sistemi di accumulo nel settore C&I o per creare un fondo di garanzia rivolto agli enti che non dispongono delle risorse economiche per realizzare impianti fotovoltaici. Un ruolo fondamentale per l’attuazione della transizione energetica, e quindi per il passaggio da un sistema centralizzato a uno realmente distribuito, è rivestito dalle infrastrutture di rete e dai sistemi di accumulo, senza i quali non potrà esserci una vera transizione.
“Per questo – ha spiegato Rocco Viscontini – è assolutamente necessario investire su entrambi i fronti e in tempi brevi”. Il presidente ha ricordato inoltre che, nonostante i progressi, “molte riforme restano ferme o vengono scritte in modo frettoloso”, mentre i tagli e le rimodulazioni del PNRR per le CER generano imprevedibilità per gli operatori, con impatti rilevanti per imprese e famiglie. Durante l’evento si è posta l’attenzione su temi fondamentali per il settore, dalle aree idonee alla pianificazione regionale, dalla sicurezza del sistema elettrico ai tagli alla produzione, fino alle infrastrutture di rete e alla flessibilità.
Nel suo keynote speech, Luciano Barra, responsabile legislativo di ITALIA SOLARE, ha evidenziato le criticità regolatorie strutturali che impattano sugli operatori: “dopo anni stiamo ancora fronteggiando incertezze sul perimetro delle aree idonee e oggi, con il DL Transizione 5.0, si assiste a una sovrapposizione di norme tra correttivo TU FER e DL aree idonee. Inoltre, ci troviamo di fronte a un’attuazione meramente trascrittiva di alcune direttive europee; a questo si aggiungono le lentezze procedurali dei gestori di rete che rappresentano un reale problema perché impattano sullo sviluppo del solare”.
I rappresentanti di MASE, ARERA, TERNA, e-distribuzione e GSE, intervenuti alla tavola rotonda, hanno portato aggiornamenti sullo stato delle riforme, sullo sviluppo delle infrastrutture elettriche e sui programmi di sostegno.
Durante la prima giornata del Forum si è parlato anche di FV Made in EU e delle prospettive per la filiera manifatturiera. Nel suo intervento, Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe, ha presentato i dati più aggiornati sullo stato del mercato solare in UE: “a fronte del target europeo di 30 GW di capacità produttiva lungo la filiera, oggi l’Europa è ancora lontana dal raggiungerlo”. Tra gli elementi principali, la crescita del mercato FV europeo nel 2024 si è quasi appiattita (+4%); senza un’accelerazione, l’Europa raggiungerà nel 2030 solo 723 GW, contro il target REPowerEU di 750 GW.
“Per garantire sicurezza energetica ed evitare dipendenze critiche servono politiche industriali incisive, bonus “Made in EU” e schemi di supporto OPEX/CAPEX su scala europea. Hemetsberger ha ricordato anche la crescente esigenza di storage, con una domanda che al 2030 potrebbe essere fino a 10 volte superiore ai livelli del 2025. La tavola rotonda con 3SUN, Jinko, LONGi, Invitalia, ANIE Rinnovabili e ITALIA SOLARE ha discusso le condizioni minime per rilanciare una vera filiera europea del fotovoltaico: politiche stabili, criteri di resilienza chiari e strumenti di mercato che valorizzino qualità, sostenibilità e tracciabilità”.


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