Forti piogge stanno colpendo la Striscia di Gaza per la seconda settimana consecutiva, inondando i campi profughi e sommergendo migliaia di tende di fortuna. Le previsioni indicano un ulteriore peggioramento del maltempo, mentre oltre un milione di sfollati affronta l’inverno senza ripari adeguati. La Mezzaluna Rossa egiziana ha predisposto un convoglio straordinario di aiuti, nel tentativo di sostenere una popolazione ormai allo stremo. La situazione è resa ancora più critica dalla grave carenza di carburante, che paralizza gli ospedali e aggrava quella che le agenzie umanitarie definiscono una catastrofica emergenza umanitaria. Molte abitazioni permanenti sono state distrutte dai bombardamenti e le famiglie vivono sotto teli di plastica o in rifugi improvvisati, spesso resi inabitabili dalle inondazioni.
Le organizzazioni umanitarie temono un aumento di ipotermia e malattie, soprattutto tra i bambini malnutriti. L’Egitto, operativo con gli aiuti dal luglio scorso, afferma di aver consegnato oltre 665mila tonnellate di beni essenziali, nonostante le restrizioni legate al blocco.


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