Gli astronomi hanno trovato la vera “Stella di Betlemme”? Lo studio

Uno scienziato ha identificato una possibile spiegazione astronomica per la Stella di Betlemme, come descritta nella Bibbia

Gli astronomi hanno a lungo cercato una spiegazione cosmica per la biblica Stella di Betlemme, l’oggetto celeste luminoso che, secondo la storia, guidò i Re Magi da Gerusalemme per salutare il bambino Gesù. Un’ipotesi di vecchia data sosteneva che la Stella di Betlemme fosse in realtà una congiunzione, forse tra Giove e Saturno. Ma in questo periodo di festività, uno scienziato ha presentato una nuova ipotesi: una cometa. Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the British Astronomical Association e redatta da Mark Matney, uno scienziato planetario della NASA, che ha condotto la ricerca indipendentemente dall’agenzia, si trovano segnalazioni di una cometa in documenti cinesi del 5 a.C..

Matney ricorda come, da studente, lavorasse in un planetario che organizzava uno spettacolo natalizio che raccontava la storia della Stella di Betlemme, che sorgeva nel cielo australe finché non sembrava fermarsi in alto. Lo spettacolo del planetario diceva che nessun oggetto astronomico conosciuto poteva comportarsi nel modo descritto dalla storia dei Magi: la rotazione terrestre fa sì che tutto nel cielo sorga a est e tramonti a ovest.

Ricordo di essere stato seduto lì a pensare: ‘oh, ne conosco uno che potrebbe farlo‘”, racconta Matney. Sospettava che una cometa di lungo periodo proveniente dalla misteriosa Nube di Oort, che si trova ben oltre i pianeti del nostro Sistema Solare, potesse essere la chiave.

Se una cometa del genere passasse a una distanza estremamente ravvicinata dalla Terra – circa quanto la Luna – potrebbe creare la strana apparizione di un oggetto simile a una stella che sorge nel cielo illuminato dal Sole e poi sembra fermarsi per alcune ore. “Una cometa potrebbe rimanere ferma in un posto se fosse praticamente in ‘rotta di collisione’ con la Terra“, dice Matney. “Questo è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un oggetto che passerà molto, molto vicino alla Terra”.

Per verificare l’ipotesi, Matney si è basato su precedenti resoconti cinesi di una “stella scopa” – un termine spesso usato per descrivere le comete, in riferimento alla loro coda dinamica – apparsa nella primavera del 5 a.C.. Questi resoconti hanno attirato l’attenzione dei “cacciatori di stelle di Betlemme” per decenni.

È interessante notare che i resoconti cinesi sembrano suggerire che la strana stella sia rimasta nella stessa costellazione per 70 giorni – un tempo decisamente troppo lungo per una cometa, portando alcuni astronomi a supporre che l’oggetto fosse forse una nova luminosa con un aspetto raggiato. Matney, nel frattempo, afferma che questa descrizione supporta la sua teoria della cometa in rotta di collisione.

Altri astronomi sono meno ottimisti. Ralph Neuhäuser, astrofisico presso la Friedrich Schiller University di Jena in Germania, che studia l’astronomia anche attraverso la storia, afferma che i resoconti cinesi potrebbero essere fuorvianti. “In generale, più sono vecchie le registrazioni, meno informazioni rimangono“, afferma. Anche altri astronomi hanno suggerito che la ricerca di una spiegazione per la stella sia, nella migliore delle ipotesi, fuorviante.

Matney non nega i limiti delle registrazioni, sottolineando che preferirebbe avere più fonti. Afferma che il suo obiettivo non è identificare direttamente la Stella di Betlemme, quanto piuttosto proporre un oggetto astronomico valido che possa corrispondere al comportamento descritto.

Sono sicuro che questo articolo non sarà la parola definitiva sulla Stella di Betlemme, ma sembra essere un valido contributo all’astronomia forense“, afferma Frederick Walter, astronomo della Stony Brook University.