Gli incendi boschivi possono scomparire rapidamente dal paesaggio, ma i loro effetti sul suolo persistono per decenni. Un team guidato dall’Università di Gottinga ha analizzato i terreni di foreste cilene bruciate da pochi giorni fino a 14 anni prima, rivelando che la rigenerazione del suolo è molto più lenta di quanto si pensasse. I risultati, pubblicati su Catena, mostrano come gli incendi non distruggano solo la vegetazione, ma rimodellino radicalmente il terreno: aumentano la densità del suolo, innalzano temporaneamente il pH e alterano l’equilibrio di nutrienti chiave come calcio, magnesio e potassio.
La ricerca ha confrontato due tipi di foreste: temperate umide e mediterranee. I suoli delle foreste temperate, con alberi dalle radici profonde e resilienti al fuoco, hanno iniziato a recuperare più rapidamente. Al contrario, le foreste mediterranee, più secche e con vegetazione resistente alla siccità, hanno subito un impoverimento duraturo di carbonio e azoto e una maggiore compattazione del terreno.
I risultati indicano che la gestione post-incendio deve considerare le caratteristiche specifiche della foresta: le strategie che funzionano in foreste temperate potrebbero non essere efficaci in ecosistemi mediterranei, dove il suolo può rimanere impoverito per molti anni.


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