La tensione militare sempre più crescente tra Stati Uniti e Venezuela sta spingendo le forze militari di entrambi i Paesi a disturbare i segnali di navigazione satellitare nei Caraibi per proteggersi da potenziali attacchi, aumentando così i rischi di incidenti e collisioni per il traffico aereo e marittimo nella regione. Lo scrive il New York Times citando un’analisi di dati della Stanford University ed alcune fonti militari Usa che spiegano come almeno alcune delle navi da guerra che gli Usa hanno dispiegato nelle acque dei Caraibi ufficialmente per contrastare quello che l’amministrazione Trump definisce narcoterrorismo del governo venezuelano, stanno disturbando il segnale Gps nelle loro vicinanze.
In risposta, anche l’esercito venezuelano sta conducendo operazioni di jamming intorno ad infrastrutture critiche del Paese, comprese basi militari, raffinerie petrolifere e centrali elettriche, secondo un’analisi di Spire Global, società che raccoglie dati satellitari. Per gli esperti l’obiettivo di entrambi gli eserciti è proteggersi da attacchi di droni e munizioni di precisioni, che possono essere guidati dal Gps o altri sistemi simili. Il fatto che entrambi i fronti stiano adottante le stesse tattiche di Electronic Warfare, guerra elettronica, sta amplificando la portata e l’intensità delle interferenze, aggiungono gli esperti sottolineando quindi il rischio che queste possano disturbare i trasporti civili che fanno affidamento su sistemi di navigazione satellitare.
Le conseguenze
Secondo il Times la militarizzazione dell’area di Caraibi sta iniziando quindi ad avere effetti sulla vita dei civili, nei modi che ormai sono bene noti in zone di guerra come Ucraina, Russia, parti del Medio Oriente. “Che le azioni di interferenza vengano dalle forze Usa o venezuelane non importa, non vogliamo che un aereo vada lì”, avvisa il generale Willie Shelton, ex capo dell’ U.S. Air Force’s Space Command.
Secondo i dati elaborati dallo Stanford’s Gps Lab, almeno un volo su cinque sui Caraibi ha avuto problemi con Gps dall’inizio dei settembre, quando è iniziata l’operazione militare Usa. Un aereo, un volo JetBlue per New York da Curacao, ha riportato una quasi collisione con un aereo militare Usa subito dopo il decollo il 12 dicembre. Il pilota ha detto che l’aereo militare non aveva riportato la sua posizione.
Anche se questo pericolo non sembra essere provocato direttamente dal Gps jamming, illustra lo “spillover effetct”, il rischio di ricadute, del più grande dispiegamento militare Usa nei Caraibi dai tempi della crisi dei missili cubana. Basti pensare che il 18 novembre la Federal Aviation Administration ha diffuso un monito per i piloti in volo da e per San Juan, Puerto Rico, “a causa dell’aumento delle operazioni degli aerei militari”.



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