Hanno trovato una nuova forma di materia? Le particelle “impossibili” che riscrivono la fisica

Il CERN misura per la prima volta spin e parità dei misteriosi tetraquark totalmente composti da charm: ecco perché questa scoperta potrebbe cambiare il modello dei mattoni dell’Universo

Per sessant’anni la fisica delle particelle ha mantenuto un quadro relativamente ordinato, basato sull’idea che i quark si uniscano in coppie per formare mesoni o in terzetti per creare barioni come protoni e neutroni. Fin dagli anni Sessanta si sospettava l’esistenza di strutture più complesse, ma prive di conferme decisive. Negli ultimi anni l’LHC ha però aperto uno spiraglio importante, grazie all’osservazione di stati formati esclusivamente da quark charm e antiquark charm. Tra questi, le particelle X(6600), X(6900) e X(7100) hanno attirato grande attenzione. Il nuovo articolo della Collaborazione CMS su Nature descrive la prima determinazione completa dei numeri quantici di questi oggetti: misurare spin, parità e simmetria di carica dei tetraquark totalmente composti da charm, utilizzando tecniche sviluppate in passato per caratterizzare il bosone di Higgs.

Cosa mostrano realmente i dati del CERN

L’analisi CMS si basa su 8.651 eventi contenenti due mesoni J/ψ, ciascuno dei quali decade in una coppia di muoni. La distribuzione angolare di questi muoni conserva informazioni dirette sulla struttura della particella originaria. Lo studio analizza due possibili modelli: un tetraquark compatto, tenuto insieme da forti interazioni tra un diquark e un antidiquark, e una molecola mesonica costituita da due cc̄ legati debolmente, in modo simile a un nucleo atomico formato da protoni e neutroni.

Il metodo di analisi: la stessa strategia usata per l’Higgs

La determinazione dei numeri quantici non si limita a una semplice analisi delle distribuzioni angolari. CMS ha infatti adottato una metodologia sviluppata originariamente per verificare spin e parità del bosone di Higgs nel suo decadimento a quattro leptoni. La procedura è descritta nel dettaglio: simulazioni Monte Carlo, correzioni per gli effetti del rivelatore, costruzione di discriminanti ottimali basati su rapporti di verosimiglianza e confronti diretti tra otto diversi modelli quantistici.

Perché i tetraquark tutto-charm potrebbero cambiare la fisica

Le conclusioni sottolineano un aspetto essenziale: i risultati non chiudono definitivamente il dibattito, ma limitano fortemente lo spazio delle possibilità teoriche. Un tetraquark con spin 2 è infatti molto difficile da interpretare come una molecola di due mesoni, perché le molecole tendono naturalmente a formare stati con spin più basso. Per ottenere uno stato con spin 2 in un sistema molecolare servirebbero forze di legame particolarmente deboli e configurazioni poco naturali.

Una nuova finestra sulla forza forte

Questa scoperta non riguarda solo tre nuove particelle ma offre la possibilità di esplorare la cromodinamica quantistica in un regime straordinariamente puro, dove tutti i costituenti hanno la stessa massa e la dinamica non è complicata dalla presenza di quark leggeri. Gli all-charm tetraquark rappresentano quindi un laboratorio ideale per testare teorie sull’interazione forte, affrontare questioni ancora aperte sulla natura dei legami tra quark e, forse, mettere alla prova previsioni finora considerate speculative.

La prossima fase della ricerca sarà ancora più incisiva. Le collisioni del Run 3, già in corso, forniranno dataset più ricchi e permetteranno di misurare nuovi canali di decadimento, nuovi stati e nuove proprietà dinamiche. Se gli stati 2⁺⁺ verranno confermati con maggiore precisione, potrebbero costituire il primo tassello di una famiglia più ampia di particelle completamente nuove.

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