Hokkaido riaccende il nucleare: via libera al reattore di Tomari entro il 2027

La prefettura giapponese punta a tagliare le bollette e a sostenere i nuovi investimenti industriali

Il governo dell’Hokkaido ha dato il via libera alla riattivazione del reattore numero 3 della centrale nucleare di Tomari, gestita da Hokkaido Electric Power (Hepco). L’impianto dovrebbe tornare operativo all’inizio del 2027 e, secondo le previsioni, consentirà una riduzione media dell’11% delle tariffe domestiche, oggi tra le più alte del Giappone. La decisione arriva in un contesto nazionale segnato dalla necessità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e competitivo, soprattutto nelle regioni orientali del Paese, che faticano ancora a ripristinare la capacità produttiva persa dopo il disastro di Fukushima. Il ritorno al nucleare è considerato anche un fattore strategico per attrarre investimenti industriali: tra i progetti più energivori figurano la fabbrica di chip di Rapidus e il mega data center di SoftBank.

Condizione essenziale per il riavvio del reattore è il completamento della nuova barriera anti-tsunami, lunga 1,2 km e alta 19 metri, progettata per resistere alla liquefazione sismica. A fine ottobre 2025 l’opera risultava completata al 50%, dopo che la precedente versione era stata bocciata dall’Autorità per la regolamentazione nucleare.

Il Giappone oggi conta 14 reattori attivi, lontani dai 54 operativi prima del 2011, ma il trend di riaperture nell’Est del Paese suggerisce un graduale ritorno all’energia atomica.