Hubble cattura raro “incidente cosmico” vicino alla Terra: 2 planetesimi in collisione

"Le collisioni tra planetesimi sono eventi estremamente rari, e questa è la prima volta che ne osserviamo una al di fuori del nostro Sistema Solare"

Un raro spettacolo cosmico è stato osservato a soli 25 anni luce dalla Terra grazie al telescopio spaziale Hubble, un’occasione unica per studiare da vicino i processi che danno vita ai pianeti. I ricercatori hanno documentato 2 collisioni tra planetesimi, i piccoli mattoncini rocciosi simili agli asteroidi che si aggregano per formare mondi, che hanno lasciato dietro di sé nubi luminose di detriti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science da un team guidato dall’Università della California a Berkeley, riguarda il sistema della stella Fomalhaut, la più brillante della costellazione del Pesce Australe, circondata da uno dei più grandi dischi di polveri conosciuti.

La prima collisione era stata avvistata già nel 2008, ma all’epoca gli astronomi avevano interpretato il fenomeno come la luce riflessa di un esopianeta. Solo nel 2023, tornando a osservare quella stessa zona di cielo, il team guidato da Paul Kalas ha scoperto che il primo punto luminoso era scomparso e ne era apparso un altro in una posizione diversa. Questo ha confermato che non si trattava di pianeti, ma di nubi di polvere e detriti prodotte dallo scontro tra 2 planetesimi.

Le collisioni tra planetesimi sono eventi estremamente rari, e questa è la prima volta che ne osserviamo una al di fuori del nostro Sistema Solare“, commenta Jason Wang della Northwestern University, tra gli autori dello studio. Secondo gli scienziati, studiare questi eventi non è solo fondamentale per comprendere la formazione dei pianeti, ma offre anche informazioni preziose sulla struttura degli asteroidi, conoscenze che potrebbero rivelarsi utili per i programmi di difesa planetaria.

Grazie a queste osservazioni, la comunità scientifica ha l’opportunità di seguire in tempo reale dinamiche cosmiche che fino a pochi anni fa erano considerate quasi impossibili da catturare, avvicinandoci sempre di più a capire come nascono i mondi nell’universo.