Per anni, il Ghiacciaio Thwaites in Antartide occidentale è stato osservato con apprensione dalla comunità scientifica. Soprannominato il “Ghiacciaio dell’Apocalisse” per il suo potenziale impatto catastrofico sul livello dei mari globale, è oggi protagonista di una nuova scoperta. In un approfondimento pubblicato su The Conversation, Thanh-Son Pham, ricercatore in Geofisica presso l’Australian National University, ha rivelato l’esistenza di centinaia di “terremoti glaciali” avvenuti tra il 2010 e il 2023, rimasti finora inosservati. Questi eventi sismici, concentrati prevalentemente all’estremità oceanica del ghiacciaio Thwaites, potrebbero essere la chiave per comprendere le dinamiche di collasso dei ghiacciai.
Cosa sono i “terremoti glaciali”?
A differenza dei terremoti tettonici classici, causati dal movimento delle placche terrestri, i terremoti glaciali hanno un’origine diversa e specifica delle regioni fredde. “Un terremoto glaciale si crea quando alti e sottili iceberg si staccano dall’estremità di un ghiacciaio cadendo nell’oceano“, spiega Pham su The Conversation.
Il processo è violento: quando questi enormi blocchi di ghiaccio si capovolgono, si scontrano con il ghiacciaio “madre”. Questo impatto genera forti vibrazioni meccaniche, o onde sismiche, che possono viaggiare per migliaia di km. Tuttavia, questi segnali sono particolari: mancano delle onde sismiche ad alta frequenza tipiche di terremoti, vulcani o esplosioni nucleari, rendendoli difficili da rilevare con gli strumenti tradizionali.
Una caccia difficile: perché l’Antartide era silenziosa?
Fino a poco tempo fa, la maggior parte dei terremoti glaciali era stata rilevata in Groenlandia, dove gli eventi sono di magnitudo elevata (alcuni paragonabili ai test nucleari nordcoreani) e seguono un andamento stagionale legato al riscaldamento estivo. L’Antartide, pur essendo la più grande massa di ghiaccio della Terra, sembrava stranamente silenziosa. Pham chiarisce il motivo: “Anche se l’Antartide è la più grande calotta glaciale sulla Terra, le prove dirette di terremoti glaciali causati dal capovolgimento degli iceberg sono state finora sfuggenti. […] Se i terremoti glaciali antartici sono di magnitudo molto inferiore a quelli in Groenlandia, la rete globale potrebbe non rilevarli“.
Utilizzando stazioni sismiche locali posizionate direttamente in Antartide, invece della rete globale, lo studio di Pham ha portato alla luce oltre 360 eventi sismici glaciali, la maggior parte dei quali non era presente in alcun catalogo sismico precedente.
Il cuore del problema: il Ghiacciaio Thwaites
La scoperta più allarmante riguarda la localizzazione di questi sismi. Circa due terzi degli eventi rilevati (245 su 362) si sono verificati vicino al fronte marino del Ghiacciaio Thwaites. “Il Ghiacciaio Thwaites è talvolta noto come il Ghiacciaio dell’Apocalisse. Se dovesse collassare completamente, innalzerebbe il livello globale dei mari di 3 metri, e ha anche il potenziale di disgregarsi rapidamente“, avverte l’autore.
Un dato sorprendente emerso dallo studio è che, a differenza della Groenlandia, questi terremoti non sembrano dipendere dalle temperature dell’aria o dalle stagioni. Il periodo di maggiore attività sismica al ghiacciaio Thwaites, tra il 2018 e il 2020, coincide con una fase di accelerazione del flusso della lingua di ghiaccio verso il mare. Ciò suggerisce che le condizioni dell’oceano, che influenzano la velocità del ghiaccio, giochino un ruolo cruciale nella stabilità del ghiacciaio, un meccanismo ancora non del tutto compreso ma fondamentale per i modelli climatici futuri.
Il mistero di Pine Island
Lo studio ha rilevato anche un secondo cluster di eventi sismici vicino al Ghiacciaio Pine Island. Tuttavia, questi sismi presentano un enigma: sono localizzati a 60-80 km dal fronte marino, troppo distanti per essere causati dal capovolgimento di iceberg in mare. La loro origine rimane, per ora, un mistero scientifico che richiederà ulteriori indagini.
Perché questa scoperta è importante
La capacità di rilevare questi terremoti offre agli scienziati un nuovo strumento diagnostico per monitorare la salute dei ghiacciai antartici in tempo reale. “Una migliore comprensione potrebbe essere la chiave per risolvere l’attuale grande incertezza sull’innalzamento previsto del livello del mare nei prossimi secoli“, conclude Pham. Mentre il pianeta si riscalda, ascoltare il “battito” sismico dell’Antartide non è più solo una curiosità scientifica, ma una necessità per prevedere il futuro delle nostre coste.


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