Le importazioni giapponesi di gas naturale liquefatto dal Nord America sono destinate a quasi triplicare entro il 2030, grazie a una serie di contratti di lungo termine firmati quest’anno dalle principali aziende energetiche del Paese asiatico. Secondo un’analisi dell’Energy Economics and Society Research Institute di Tokyo, i contratti ammonteranno a circa 14 milioni di tonnellate annue nel 2030, contro i circa 5 milioni importati nel 2024. Il Nord America rappresenterà oltre un quinto dei contratti di lungo periodo del Giappone, contribuendo alla diversificazione delle fonti e al rafforzamento della sicurezza energetica.
La tendenza è trainata soprattutto dal Gnl statunitense, facilmente rivendibile e privo di vincoli di destinazione, oltre che dall’aumento dell’offerta dopo la rimozione delle restrizioni alle esportazioni decisa dall’amministrazione del presidente Donald Trump.
Jera, primo produttore di energia elettrica giapponese, ha già deciso di acquistare 5,5 milioni di tonnellate di Gnl dagli Stati Uniti e ha investito circa 1,5 miliardi di dollari in un progetto upstream in Louisiana. Anche Inpex e Tokyo Gas hanno firmato contratti analoghi. Tokyo e Washington hanno inoltre indicato che il Giappone acquisterà altri 7 miliardi di dollari annui di Gnl statunitense, spingendo ulteriormente la domanda. La svolta è favorita anche dalle crescenti difficoltà di approvvigionamento da Oceania e Sud-est asiatico, dove il calo delle riserve e le restrizioni alle esportazioni stanno riducendo l’offerta. Tuttavia, limiti infrastrutturali e caratteristiche tecniche del Gnl statunitense, che ha un potere calorifico inferiore e necessita di miscelazione per l’impiego nella produzione di energia, rendono l’accesso più difficile per le aziende energetiche regionali più piccole.


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