Quest’estate il progetto Greensand, tra i più avanzati d’Europa, inizierà a seppellire la CO₂ sotto un’ex piattaforma petrolifera del Mare del Nord, trasformando un giacimento esaurito in deposito di carbonio. Guidato dal colosso britannico Ineos, il progetto prevede nella prima fase lo stoccaggio di 400mila tonnellate di CO₂ all’anno, proveniente principalmente da centrali elettriche a biomassa. La CO₂, liquefatta, sarà trasportata via nave dal terminal di Esbjerg, in Danimarca, alla piattaforma Nini, situata a 170 km dalla costa. “Invece di estrarre petrolio, ora possiamo iniettare CO₂ nel terreno“, commenta Mads Gade, responsabile delle operazioni europee di Ineos. Il Mare del Nord, con oltre 50 anni di esperienza nella produzione petrolifera, offre geologicamente falde saline profonde ideali per lo stoccaggio: solo la parte norvegese potrebbe contenere fino a 70 miliardi di tonnellate di CO₂, molto più delle emissioni annuali europee.
Tuttavia, la tecnologia CCS (Carbon Capture and Storage) rimane costosa e il mercato dei clienti è limitato. Esperti e ambientalisti avvertono che, pur rappresentando una soluzione per i settori difficili da decarbonizzare, non può sostituire la riduzione reale dei combustibili fossili. Greensand e progetti simili sono dunque un esperimento cruciale per il futuro della lotta al cambiamento climatico, ma la sfida economica e ambientale resta enorme.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?