Le immagini hanno fatto il giro del mondo: lungo le coste dell’isola di Hormuz, in Iran, il mare si è colorato di una tonalità sorprendente, a metà tra il rosso e il rosa intenso, tanto da ricordare il colore del sangue. Le immagini, ormai virali sui social, mostrano un paesaggio quasi surreale che ha catturato l’attenzione di milioni di persone. Dietro questo spettacolo suggestivo si cela un fenomeno naturale spiegabile dalla geologia dell’isola. Negli scorsi giorni forti piogge hanno colpito Hormuz, sollevando sabbia e particelle di terreno che, trascinate dal vento e dall’acqua, si sono riversate in mare. Il risultato è stata una lunga scia “rosso sangue” che ha trasformato temporaneamente il colore delle acque costiere, regalando uno spettacolo tanto affascinante quanto effimero.
Perché il mare diventa rosso?
La risposta va cercata nella particolare conformazione geologica dell’isola. Hormuz è famosa per il suo terreno ricco di minerali, in particolare di ossidi di ferro, responsabili del caratteristico colore rosso delle sue rocce e delle sue spiagge. Quando piove intensamente, questi minerali vengono dilavati dal suolo e trasportati verso il mare, dove si disperdono nell’acqua, tingendola di sfumature rosse e rosate. In alcuni punti dell’isola, durante le precipitazioni, si formano vere e proprie “cascate rosse” che scorrono dalle colline fino alla costa, accentuando l’effetto visivo e rendendo il fenomeno ancora più spettacolare.
Un’isola nata dal sale
Dal punto di vista scientifico, Hormuz è un esempio di diapiro salino, noto anche come cupola salifera. Si tratta di una struttura geologica formata da antichi depositi di rocce sedimentarie, al cui interno è presente sale marino. Nel corso di milioni di anni, il sale – meno denso delle rocce circostanti – tende a risalire verso la superficie, trascinando con sé minerali e materiali profondi.
Questo lento processo geologico ha portato all’emersione di rocce ricche di ossidi di ferro, che oggi conferiscono all’isola il suo aspetto unico e i suoi colori intensi. Le spiagge rosse di Hormuz non sono quindi il risultato di un evento eccezionale, ma l’espressione visibile di una storia geologica lunghissima.


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