Ogni Vigilia di Natale, mentre le luci si accendono nelle case e l’attesa per i regali cresce, una delle tradizioni più curiose e affascinanti del periodo natalizio prende vita online: la “localizzazione” di Babbo Natale in tempo reale. Non si tratta di un semplice gioco digitale, ma di un’iniziativa che unisce divulgazione scientifica, tecnologia spaziale e una storia lunga 70 anni. A renderla possibile è il NORAD, il comando militare responsabile della difesa aerospaziale del Nord America, che per una notte all’anno mette simbolicamente radar e satelliti al servizio della fantasia. Un progetto che, dietro l’atmosfera fiabesca, offre anche uno spunto per capire come funzionano davvero i sistemi di sorveglianza spaziale e i sensori a infrarossi utilizzati per monitorare la Terra 24 ore su 24.
Un errore telefonico che ha fatto la storia
L’origine del Santa Tracker risale alla Vigilia di Natale del 1955. Un bambino, cercando di contattare telefonicamente Babbo Natale, compose per errore il numero di una base militare statunitense incaricata della difesa aerea. A rispondere furono gli operatori del CONAD (Continental Air Defense Command), l’antenato dell’attuale NORAD. Invece di correggere l’errore, decisero di stare al gioco e rassicurare il piccolo. Quello che poteva restare un episodio isolato si trasformò rapidamente in una tradizione natalizia.
Nel corso degli anni, la storia si è arricchita di dettagli e versioni alternative, ma il risultato è rimasto lo stesso: dal 1960 il NORAD fornisce aggiornamenti pubblici sulla posizione di Babbo Natale ogni 24 dicembre. Nel 2025, questa iniziativa celebra 70 anni di attività, diventando una delle campagne di divulgazione scientifica più longeve al mondo.
Ecco come il NORAD “segue” la slitta di Babbo Natale
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il NORAD non conosce in anticipo il percorso di Babbo Natale. Come spiegano i suoi responsabili, solo Santa Claus sa esattamente dove si fermerà e in quale ordine visiterà le case del mondo. Tuttavia, una volta che la slitta decolla dal Polo Nord, entra simbolicamente nello spazio aereo monitorato dal comando.
Secondo la narrazione ufficiale, i satelliti del NORAD riescono a individuare Babbo Natale grazie a sensori a infrarossi, gli stessi utilizzati per rilevare lanci di missili. Il celebre naso rosso di Rudolph, che emetterebbe una firma termica molto intensa, diventa così il “segnale” perfetto da intercettare dallo Spazio.
Dalla difesa missilistica alla divulgazione
Dal punto di vista tecnologico, il riferimento non è casuale. Fin dagli anni ’70, il NORAD utilizza i satelliti del Defense Support Program (DSP), progettati per rilevare le emissioni di calore e luce prodotte da lanci di missili balistici intercontinentali. Oggi questi sistemi vengono gradualmente sostituiti da una nuova generazione di satelliti: lo SBIRS-GEO (Space Based Infrared System in orbita geostazionaria).
Questi satelliti sono dotati di sensori più sensibili, capaci di monitorare costantemente l’intero pianeta e fornire un sistema di allerta precoce attivo 24 ore su 24. Nella notte di Natale, però, la stessa tecnologia viene raccontata in chiave accessibile e giocosa, trasformandosi in uno strumento di educazione scientifica per grandi e piccoli.
Un evento globale seguito da milioni di persone
Ogni anno, oltre 1.000 volontari – tra personale militare e civili – partecipano all’iniziativa presso il quartier generale del NORAD alla Peterson Space Force Base, in Colorado. Il loro compito è rispondere a centinaia di migliaia di telefonate da tutto il mondo, fornendo aggiornamenti sulla posizione di Babbo Natale e spiegazioni su come funziona il sistema di tracciamento.
Il Santa Tracker entra in funzione alle 6 del mattino del 24 dicembre (ora della costa Est degli Stati Uniti). È possibile seguire il viaggio di Babbo Natale attraverso il sito ufficiale NORADSanta.org.
Quando la scienza incontra la magia del Natale
Il Santa Tracker del NORAD è un raro esempio di come la tecnologia militare e spaziale possa essere raccontata in modo positivo e inclusivo. Dietro la favola della slitta che vola nel cielo si nascondono radar, satelliti geostazionari e sensori a infrarossi reali, utilizzati ogni giorno per la sicurezza globale. Una notte all’anno, però, questi strumenti diventano protagonisti di una storia capace di unire scienza, immaginazione e spirito natalizio.



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