Per anni, una strana “cicatrice” ha segnato la superficie ghiacciata di Europa, una delle lune più affascinanti di Giove. Catturata per la prima volta dalle fotocamere della missione Galileo della NASA alla fine degli anni ’90, questa struttura ricorda un ragno gigante o un’esplosione stellare. Gli scienziati l’hanno battezzata Damhán Alla, un termine irlandese che evoca un’immagine inquietante: “ragno” o, più suggestivamente, un “wall demon”, o “demone del muro”. Cosa ha creato questo disegno geometrico nel cuore del cratere Manannán? Secondo uno studio pubblicato sul Planetary Science Journal, la risposta non risiede in forze aliene, ma in un fenomeno fisico che possiamo osservare anche qui sulla Terra: l’acqua che cerca di fuggire dalla sua prigione di ghiaccio.
Un enigma “alieno” con una soluzione terrestre
I ricercatori del Trinity College di Dublino hanno analizzato la struttura tentacolare di Damhán Alla, notando una somiglianza sorprendente con un fenomeno terrestre noto come “lake stars” (stelle di lago). Sulla Terra, queste formazioni effimere appaiono quando la neve cade su un lago ghiacciato e si creano dei buchi nel ghiaccio stesso. L’acqua sottostante, spinta dalla pressione, risale attraverso il foro, inondando la neve circostante e scavando canali radiali e ramificati mentre si diffonde e ricongela. Il risultato è un disegno dendritico, simile ai rami di un albero o, appunto, alle zampe di un ragno.
Il team suggerisce che su Europa sia accaduto qualcosa di straordinariamente simile:
- Un impatto o un movimento tettonico ha fratturato la crosta ghiacciata;
- Invece di acqua dolce, una salamoia salata (acqua ricca di sali) è stata spinta verso l’alto dalle profondità;
- Nonostante le temperature glaciali di Europa, questo fluido è riuscito a scorrere brevemente, incidendo la superficie con quei caratteristici viticci “a stella” prima di congelarsi per sempre.
“Le stelle di lago sono davvero bellissime e piuttosto comuni su laghi e stagni ghiacciati coperti di neve o fanghiglia“, ha spiegato Lauren Mc Keown, autrice principale dello studio. “È meraviglioso pensare che possano darci un assaggio dei processi che avvengono su Europa e forse anche su altri mondi oceanici ghiacciati“.
Cosa significa per la ricerca della vita?
Questa scoperta non è solo una curiosità geologica, ha implicazioni profonde per l’astrobiologia. Se Damhán Alla è davvero il risultato di un’eruzione di salamoia, significa che sacche di acqua liquida potrebbero trovarsi intrappolate all’interno della crosta di Europa, molto più vicine alla superficie di quanto si pensasse.
Perché è importante?
- Dinamismo – Dimostra che la superficie di Europa è geologicamente attiva e che l’acqua si muove e interagisce con il ghiaccio;
- Accessibilità – Se l’acqua risale in superficie, le future sonde potrebbero analizzarla senza dover trivellare km di ghiaccio;
- Abitabilità – La presenza di acqua liquida e sali minerali è un prerequisito fondamentale per la vita come la conosciamo.
“Il significato della nostra ricerca è davvero emozionante“, ha aggiunto Mc Keown. “Caratteristiche superficiali come queste possono dirci molto su ciò che accade sotto il ghiaccio. Se ne vedremo altre con la missione Europa Clipper, potrebbero indicare la presenza di pozze di salamoia locali sotto la superficie“.
Verso il 2030, Europa Clipper
Attualmente, gli scienziati si basano ancora sulle immagini a bassa risoluzione della vecchia missione Galileo, terminata nel 2003, ma la rivoluzione è alle porte. La missione Europa Clipper della NASA è già in viaggio e il suo arrivo nel sistema di Giove è previsto per l’aprile 2030. Dotata di strumenti moderni e fotocamere ad altissima risoluzione, la sonda potrà scrutare da vicino queste formazioni. Se confermerà la teoria dei ricercatori irlandesi, quel “ragno” ghiacciato smetterà di essere un mostro misterioso per diventare una mappa del tesoro, indicando dove l’acqua – e forse la vita – ha cercato di farsi strada verso le stelle.



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