Per anni, il dibattito pubblico sull’invasione dell’Ucraina è stato dominato da una domanda: l’aggressione russa è stata una reazione “difensiva” all’allargamento della NATO o il frutto di un disegno imperiale preesistente? Secondo Yaroslav Trofimov, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal, i verbali declassificati degli incontri tra il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush e il Presidente russo Vladimir Putin non lasciano spazio a dubbi. La conclusione è netta: Putin non si opponeva alla NATO per timore di un’aggressione occidentale, ma perché l’Alleanza avrebbe protetto l’Ucraina, impedendo a Mosca di riassorbire quello che considerava già allora un “paese artificiale“.
I documenti del confronto al Summit di Bucarest (Aprile 2008)
I documenti in questione risalgono a un momento cruciale della storia recente: il Summit NATO di Bucarest nell’aprile 2008. In quell’occasione, l’amministrazione Bush spinse con forza per concedere all’Ucraina e alla Georgia il Membership Action Plan (MAP), il percorso formale per l’adesione all’Alleanza. La Francia e la Germania si opposero fermamente, temendo di inimicarsi la Russia. Il risultato fu un compromesso ambiguo: la NATO dichiarò che l’Ucraina e la Georgia “diventeranno membri”, ma senza fornire una tabella di marcia né una data. Fu il peggiore dei mondi possibili: per l’Ucraina, la promessa di sicurezza rimase sulla carta; per Putin, fu il segnale che il tempo per agire stava per scadere. E questo disastro fu provocato proprio dalle scelte miopi dei principali Paesi europei!
La conversazione: l’Ucraina come “Stato Artificiale”
Nelle trascrizioni degli incontri bilaterali (come quelle mostrate nelle immagini), Putin espone a Bush una visione del mondo che, col senno di poi, appare come il manifesto ideologico dell’invasione del 2022. Putin non parla di missili o di logistica militare; parla di storia, demografia e identità. Egli nega la legittimità dello Stato ucraino, definendolo un assemblaggio accidentale di territori russi, polacchi e ungheresi.
Ecco di seguito la traduzione letterale dei passaggi chiave contenuti nei documenti.
Traduzione dei Documenti (Trascrizione Putin-Bush)
Presidente Putin: “Bene. Ora vorrei ripetere quello che ho detto a Condi [Condoleezza Rice] e Gates a Mosca sull’allargamento della NATO. Non sarà una novità per te e non mi aspetto una risposta; voglio solo dirlo ad alta voce. Vorrei sottolineare che l’adesione alla NATO di un paese come l’Ucraina creerà nel lungo termine un campo di conflitto per voi e per noi, un confronto a lungo termine.”
Il Presidente [Bush]: “Perché?”
Presidente Putin: “Diciassette milioni di russi vivono in Ucraina – un terzo della popolazione. L’Ucraina è uno Stato molto complesso. Questo non è un paese costruito in maniera naturale. È un paese artificiale creato ai tempi dell’Unione Sovietica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Ucraina ottenne territori dalla Polonia, dalla Romania e dall’Ungheria – praticamente tutta l’Ucraina occidentale. Negli anni ’20 e ’30, l’Ucraina ottenne territori dalla Russia – questa è la parte orientale del paese. Nel 1956, la penisola di Crimea fu trasferita all’Ucraina. È un paese europeo piuttosto grande, costruito con una popolazione di 45 milioni di persone. È popolato da persone con mentalità molto diverse. Se vai nell’Ucraina occidentale, vedrai villaggi dove l’unica lingua parlata è l’ungherese e le persone indossano quei tipici cappellini. A est, la gente indossa abiti, cravatte e grandi cappelli. La NATO è percepita da gran parte della popolazione ucraina come un’organizzazione ostile.”
“Questo crea i seguenti problemi per la Russia. Crea la minaccia di basi militari e nuovi sistemi militari schierati in prossimità della Russia. Crea incertezze e minacce per noi. E facendo affidamento sulle forze anti-NATO in Ucraina, la Russia lavorerebbe costantemente per togliere alla NATO la possibilità di allargarsi. La Russia creerebbe problemi lì in ogni momento. Per cosa? Qual è il senso dell’adesione dell’Ucraina alla NATO? Qual è il beneficio per la NATO e gli Stati Uniti? Ci può essere una sola ragione, ovvero cementare lo status dell’Ucraina nel mondo occidentale; questa sarebbe la logica. Non penso sia la logica giusta; sto cercando di comprendere. E date le visioni divergenti di aree della popolazione sull’adesione alla NATO, il paese potrebbe semplicemente spaccarsi. Ho sempre detto che c’è una parte pro-occidentale e una parte pro-russa. Ora il potere lì è detenuto dai leader pro-occidentali. Appena sono arrivati al potere, hanno diviso…”
Presidente Putin: “Sono lieto di accettare un quadro di relazioni più ampio. Ci deve essere onestà nelle nostre relazioni. ‘Sono popolare in Russia e ti dirò perché: perché sono in contatto con la gente’. Le persone in Russia si sentono ingannate dai cambiamenti su larga scala che hanno portato più libertà che non possono godere. Non solo i poveri, ma anche l’élite si sente frustrata.”
“Cosa è successo realmente? La buona volontà sovietica ha cambiato il mondo, volontariamente. E i russi hanno rinunciato a migliaia di chilometri quadrati di territorio, volontariamente. Cosa mai sentita. L’Ucraina, parte della Russia per secoli, ceduta. Il Kazakistan, ceduto. Anche il Caucaso. Difficile da immaginare, e fatto dai capi del partito [sovietico].”
L’Analisi: la NATO come ostacolo all’Impero
Le parole di Putin a Bush rivelano tre punti fondamentali che smentiscono la narrativa del “Cremlino provocato”:
- L’irredentismo come priorità: Putin cita esplicitamente il Kazakistan e l’Ucraina come territori che sono stati “regalati” dai leader sovietici. Questa non è una preoccupazione per la sicurezza dei confini, ma un rimpianto per la perdita dell’Impero. Per Putin, l’indipendenza di queste nazioni è un errore storico da correggere.
- La NATO come “scudo” inaccettabile: Putin afferma che l’adesione alla NATO servirebbe a “cementare” l’Ucraina nell’Occidente. Dal suo punto di vista, questo è inaccettabile non perché la NATO attaccherà la Russia, ma perché una volta che l’Ucraina è nella NATO, la Russia non può più usare la forza o l’influenza politica per riportarla nella propria orbita.
- La profezia della spaccatura: Putin avverte Bush che l’Ucraina “potrebbe spaccarsi”. È una minaccia velata: se l’Ucraina sceglie l’Occidente, la Russia userà le tensioni interne (da lei stessa alimentate) per frammentare il paese. Ciò che abbiamo visto nel 2014 con l’annessione della Crimea e la guerra nel Donbass era già stato teorizzato e comunicato a Bush sei anni prima.
Un quarto di secolo di coerenza
Come sottolineato da Yaroslav Trofimov, queste trascrizioni mostrano una coerenza agghiacciante. Le idee che Putin esprime oggi nei suoi lunghi saggi storici e nei discorsi pre-invasione sono le stesse che professava nel 2008. L’allargamento della NATO non è stato il motore dell’aggressione russa, ma l’ostacolo che Putin voleva rimuovere per poter esercitare il proprio “diritto” storico su territori che considera russi per eredità. I documenti declassificati confermano che, per il Cremlino, l’esistenza stessa di un’Ucraina sovrana e integrata nell’Occidente è un’anomalia storica da eliminare, con o senza la NATO.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?