Proprio nei giorni del Solstizio d’Inverno, quando le notti sono più lunghe nell’emisfero Nord, il Sole ha regalato un piccolo ma suggestivo spettacolo spaziale. Ieri, 21 dicembre, è infatti entrata in azione una tempesta geomagnetica di classe G1, considerata “minore”, ma sufficiente a rendere visibili eventuali aurore polari alle alte latitudini. La causa del fenomeno è un particolare allineamento tra il campo magnetico terrestre e quello trasportato dal vento solare, il flusso di particelle cariche che il Sole emette continuamente. In gergo scientifico si dice che il parametro Bz del campo magnetico interplanetario è “puntato verso Sud”. Questo dettaglio tecnico ha conseguenze molto concrete: quando il campo magnetico del vento solare è orientato in questo modo, può connettersi più facilmente con quello della Terra, aprendo una sorta di “porta” attraverso cui le particelle solari entrano nella magnetosfera.
Una volta intrappolate dal campo magnetico terrestre, queste particelle vengono guidate verso le regioni polari, dove interagiscono con l’atmosfera. Il risultato è l’accensione delle luci danzanti delle aurore, soprattutto nelle zone artiche, dove osservatori e appassionati del cielo sono stati invitati a tenere gli occhi puntati verso Nord.
Essendo una tempesta di classe G1, gli effetti restano limitati: nessun pericolo per le persone e solo disturbi minimi per alcune tecnologie sensibili, come le comunicazioni radio ad alta frequenza o i sistemi di navigazione satellitare alle latitudini più elevate.


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