Gli incendi boschivi non bruciano solo alberi e vegetazione: possono trasformare elementi naturali del suolo in sostanze pericolose. Una ricerca dell’Università dell’Oregon, pubblicata su Environmental Science & Technology, ha dimostrato che il cromo, presente in forma innocua nel terreno e nelle rocce, può diventare cancerogeno quando sottoposto a temperature tra 350 e 550°C. Gli esperimenti di simulazione di incendi condotti su terreni naturalmente ricchi di cromo hanno evidenziato che la posizione del terreno, come cima o valle, influisce sulla quantità di metallo convertito in forma tossica. Questo fenomeno apre nuove preoccupazioni: i contaminanti possono infiltrarsi nelle falde acquifere, compromettendo la qualità dell’acqua.
La ricerca sottolinea l’urgenza di approfondire l’impatto degli incendi sui metalli pesanti presenti nel suolo. Manganese, piombo e nichel potrebbero comportarsi in modo simile, suggerendo la necessità di test più ampi sulle aree colpite dal fuoco. Inoltre, i tipi e i livelli di contaminanti variano a seconda del paesaggio e dell’influenza umana, rendendo fondamentale un monitoraggio mirato.
Capire come il fuoco modifichi il suolo non è solo un tema accademico: è una questione di sicurezza ambientale e sanitaria, soprattutto in un’era in cui gli incendi boschivi diventano sempre più frequenti ed intensi.


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