Nel cuore di un laboratorio ad alta sicurezza di Shenzhen, i ricercatori cinesi hanno realizzato un prototipo di macchina in grado di produrre i chip semiconduttori all’avanguardia che alimentano l’intelligenza artificiale, gli smartphone e le armi fondamentali per la supremazia militare dell’Occidente. Questa macchina, completata all’inizio del 2025 e attualmente in fase di test, rappresenta una sfida diretta agli sforzi degli Stati Uniti, che per anni hanno cercato di impedire la sua creazione. La macchina non è ancora in grado di produrre chip funzionanti. Tuttavia, il suo progresso è significativo e inaspettato. Mentre l’amministratore delegato della ASML, Christophe Fouquet, aveva dichiarato che ci sarebbero voluti “molti, molti anni” per la Cina per sviluppare una simile tecnologia, la realtà sembra essere diversa: la Cina potrebbe essere molto più vicina all’indipendenza nel settore dei semiconduttori di quanto gli esperti avessero previsto.
L’obiettivo del governo cinese è chiaro: raggiungere l’autosufficienza nella produzione di chip avanzati, riducendo la dipendenza da fornitori occidentali come ASML, TSMC e Intel. Per farlo, Pechino ha lanciato un ambizioso progetto strategico che coinvolge Huawei e altre aziende cinesi, al fine di costruire una rete di competenze e risorse in grado di superare le limitazioni imposte dalle sanzioni internazionali. Non a caso, la realizzazione di questo progetto è paragonata da alcuni osservatori alla versione cinese del “Progetto Manhattan”, l’iniziativa degli Stati Uniti per lo sviluppo della bomba atomica. E’ quanto riporta Reuters.
I dettagli
Le macchine di litografia EUV sono tra le tecnologie più complesse al mondo e sono utilizzate per produrre chip che alimentano dispositivi come quelli di Nvidia, AMD e delle principali aziende tecnologiche occidentali. ASML, unico fornitore di queste macchine, ha impiegato quasi due decenni e miliardi di euro di investimenti in ricerca e sviluppo per perfezionare la sua tecnologia. Eppure, la Cina, attraverso una combinazione di reverse engineering, assunzioni strategiche di ex ingegneri e l’uso di componenti di seconda mano, sta accorciando rapidamente il divario.
Il prototipo cinese è lontano dall’essere un prodotto finito, ma il progresso compiuto suggerisce che la Cina potrebbe riuscire a produrre chip avanzati entro il 2030, molto prima dei dieci anni che alcuni analisti avevano previsto. Il progetto è stato condotto in gran segreto, ma il suo impatto potrebbe essere devastante per l’egemonia tecnologica dell’Occidente, mettendo in discussione l’attuale predominio dei paesi alleati degli Stati Uniti nel settore della produzione di semiconduttori.
Mentre l’Occidente continua a cercare di bloccare l’accesso della Cina alla tecnologia avanzata, la corsa per la supremazia nei semiconduttori sembra destinata a intensificarsi, con implicazioni non solo per il settore tecnologico, ma anche per la sicurezza globale.


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