Un eventuale attacco russo contro il sito nucleare di Chernobyl potrebbe provocare il crollo della struttura di isolamento che ricopre il reattore numero 4, danneggiato durante il disastro nucleare del 1986, con conseguenze potenzialmente gravi sul piano della sicurezza. L’allarme arriva dal direttore generale dell’impianto, Sergiy Tarakanov, intervistato dall’agenzia di stampa Afp. Secondo Tarakanov, un missile o un drone, “per esempio un Iskander”, che colpisse direttamente la grande copertura in acciaio e cemento, o anche nelle immediate vicinanze, potrebbe causare forti vibrazioni assimilabili a un “mini-terremoto” nell’area. “Nessuno può garantire che la struttura resterebbe in piedi dopo un simile impatto. Questa è la principale minaccia”, ha dichiarato.
La struttura in questione è il cosiddetto New Safe Confinement, l’enorme involucro progettato per isolare i resti del reattore 4 e impedire la dispersione di materiali radioattivi nell’ambiente. Completato nel 2019 grazie a un progetto internazionale costato circa 1,5 miliardi di euro, è considerato uno degli interventi ingegneristici più complessi mai realizzati in ambito nucleare.



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