“L’ombra della guerra è alle porte d’Europa”: il Regno Unito si prepara alla mobilitazione totale

Londra sviluppa piani urgenti per coinvolgere civili e industrie in caso di conflitto. Il ministro Carns avverte: "Gli eserciti reagiscono, ma sono le società a vincere le guerre"

Il governo britannico sta accelerando i preparativi per affrontare l’eventualità di una guerra, lavorando “rapidamente” a piani che coinvolgano non solo le forze armate, ma l’intero Paese. A lanciare l’allarme è il Ministro delle Forze Armate, Al Carns, il quale ha delineato una strategia di difesa che richiede una mobilitazione totale, simile a quella vista nei grandi conflitti del passato.

Il concetto chiave espresso da Carns è che la difesa moderna non può essere delegata esclusivamente ai soldati. Sebbene siano gli eserciti, le marine e le forze aeree a rispondere alle crisi immediate, il ministro ha sottolineato con forza che “sono le società, le industrie e le economie a vincere le guerre“. L’urgenza di questi preparativi nasce da una valutazione cupa dell’attuale scenario geopolitico europeo. Carns ha dichiarato: “L’ombra della guerra sta bussando di nuovo alla porta dell’Europa. Questa è la realtà. Dobbiamo essere preparati a scoraggiarla“.

Queste parole fanno eco all’avvertimento lanciato da Mark Rutte, capo della NATO, secondo cui l’Europa deve prepararsi a un confronto con la Russia su una scala che “i nostri nonni e bisnonni hanno dovuto sopportare“, riferendosi chiaramente ai due conflitti mondiali.

Il Ministro ha spiegato che è in corso un lavoro frenetico tra il Ministero della Difesa e gli uffici di gabinetto per definire cosa significhi concretamente un conflitto per la popolazione civile. L’obiettivo è capire come mobilitare la nazione in caso di una crisi esistenziale. “C’è un’enorme mole di lavoro in corso proprio ora… su cosa significhi il conflitto e quale sia il ruolo di tutti nella società se dovessimo entrare in guerra“, ha affermato Carns. “Collettivamente, qual è il ruolo di ognuno se veniamo coinvolti in una crisi esistenziale? Di cosa devono essere consapevoli, cosa devono fare e cosa non possono fare?

Non si tratta, dunque, solo di operazioni al fronte. Carns ha precisato: “Non si tratta solo di dispiegare i militari, ma di proteggere ogni centimetro del nostro territorio. Questo lavoro è in corso ora e si sta sviluppando rapidamente. Dobbiamo muoverci il più velocemente possibile per assicurarci di essere coperti“.

Questo approccio segna un potenziale ritorno a dottrine simili al vecchio “Government War Book” (il Libro di Guerra del Governo), un piano dettagliato sviluppato durante la Guerra Fredda che istruiva ogni settore della società — dalle scuole agli ospedali, fino alla polizia — su come agire in tempo di guerra, ma che fu accantonato dopo il crollo dell’Unione Sovietica. A supportare questa necessità di allerta c’è il dato allarmante diffuso dal Regno Unito: l’attività di intelligence ostile (spionaggio, hackeraggio e minacce fisiche) contro il Paese è aumentata di oltre il 50% nell’ultimo anno, con Russia, Cina, Iran e Corea del Nord tra i principali sospettati. Per contrastare ciò, il governo sta lanciando nuove unità di controspionaggio e unificando i servizi di intelligence militare.

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Immagine a scopo illustrativo realizzata con l’Intelligenza Artificiale © MeteoWeb

In chiusura, Carns ha insistito sulla necessità di educare il pubblico britannico, che spesso non percepisce i pericoli attuali nonostante la guerra in Ucraina. L’obiettivo, ha chiarito, non è il panico, ma la consapevolezza: “Dobbiamo far arrivare il messaggio a casa per assicurarci che le persone capiscano, non per spaventarle, ma per essere realisti e comprendere da dove provengono queste minacce e perché un approccio che coinvolga l’intera società è così importante“.