L’Algeria sta affrontando una delle prime e più significative ondate di maltempo della stagione. Da oltre una settimana la strada nazionale n. 33, l’arteria che collega Tikjda (wilaya di Bouira) al confine con Tizi Ouzou, è al centro di interventi continui a causa dei notevoli accumuli di neve caduti negli ultimi giorni. In diversi tratti, soprattutto alle quote più elevate, la circolazione è risultata difficoltosa o addirittura impossibile, spingendo le squadre dei lavori pubblici a operare con mezzi speciali per tentare di mantenere il percorso almeno parzialmente transitabile.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, le operazioni di sgombero procedono senza sosta. Tuttavia, la riapertura completa rimane un obiettivo variabile, strettamente legato all’intensità delle precipitazioni. Ogni pausa del maltempo permette un miglioramento temporaneo, ma nuovi affondi freddi hanno già riportato condizioni critiche su vari tratti tra Tikjda e Asoul, dove la neve ha raggiunto spessori consistenti.

Parallelamente, il massiccio del Djurdjura continua a essere investito da nevicate abbondanti. Negli ultimi giorni di novembre una sequenza di perturbazioni atmosferiche ha alimentato accumuli importanti, trasformando le alte quote in un contesto pienamente invernale. E non è finita: le previsioni segnalano nuove nevicate tra mercoledì e giovedì e ancora nella notte successiva, in presenza di temperature rigide e venti provenienti da nord.
Dal punto di vista meteorologico, i modelli indicano un avvio di dicembre segnato da flussi d’aria polare e da un’attività depressionaria particolarmente vivace sul Nord dell’Algeria. Questa dinamica potrebbe tradursi in ulteriori episodi di maltempo, con pioggia e neve ricorrenti e la possibilità di nuove chiusure temporanee delle strade montane, non solo sulla N33 ma anche su altri collegamenti interni del comprensorio del Djurdjura.
Le autorità raccomandano prudenza a tutti gli automobilisti che devono attraversare la zona. Il consiglio è di monitorare costantemente i bollettini sul traffico e le comunicazioni ufficiali, soprattutto per chi è diretto verso le zone d’alta quota, dove il rischio di ghiaccio, neve fresca e nuovi accumuli rimane elevato.


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