Nel pomeriggio di oggi, sabato 20 dicembre, l’area turistica di Guci, nella Reggenza di Tegal, nella Giava Centrale, in Indonesia, è stata improvvisamente avvolta dal terrore. A causa delle forti piogge, le pendici del Monte Slamet sono state colpite da inondazioni improvvise. Il fiume Gung è straripato, trasportando pietre, sabbia e tubi dell’acqua, schiantandosi contro le strutture turistiche delle sorgenti termali di Guci. La solita folla turistica è stata travolta dal panico. Diversi visitatori sono corsi a perdifiato mentre la forte corrente si riversava improvvisamente sull’area balneare. Urla e panico hanno riempito l’area di evacuazione, ma la Polizia e l’ufficio turistico hanno condotti i visitatori in salvo.
L’incidente si è verificato quando forti piogge sono cadute da mezzogiorno ora locale, causando un drastico aumento della portata del fiume Gung. Verso le 17:50, l’acqua ha iniziato a straripare e ha investito l’area turistica circostante.
I monitoraggi effettuati sul posto hanno rivelato danni ingenti. La piscina Pancuran 13, da anni meta preferita dai visitatori per le sue sorgenti termali naturali, sarebbe stata spazzata via dalla forte corrente. La struttura della piscina non era più visibile, sostituita da cumuli di sabbia e grandi massi. Anche il piccolo ponte che i visitatori usavano attraversare era scomparso, spazzato via dall’alluvione improvvisa.
Una fitta nebbia ha avvolto l’area di Guci fino al pomeriggio, rivelando i resti della distruzione lasciata dal disastro. Tra i detriti, il monumento giallo dorato di Guci è rimasto in piedi. Il monumento si ergeva in netto contrasto con l’ambiente circostante, come un silenzioso testimone dell’immensità della forza della natura che si era appena abbattuta.
L’impatto dell’alluvione lampo non si è limitato a Pancuran 13. Anche l’area di Pancuran 5 è stata gravemente colpita. Il fiume in piena ha trasportato massi e sabbia che hanno ricoperto gran parte dell’area balneare, rendendola non più accessibile in sicurezza ai visitatori. Nonostante i danni ingenti, fortunatamente non sono state registrate vittime.


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